Veneto

«Non esiste un diritto a morire»


I vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto hanno approvato all’unanimità una dichiarazione comune sul fine vita, in risposta alla legge approvata dalla regione Veneto che organizza il suicidio medicalmente assistito attraverso le strutture del servizio sanitario nazionale. Il documento è stato firmato l’11 settembre 2026 a Bibione (Venezia), al termine di due giorni di riunione presso la Residenza Santo Stefano della diocesi di Concordia-Pordenone.

La dichiarazione sul fine vita

Nella dichiarazione i vescovi scrivono: «Conquista di civiltà – come è stata definita da alcuni – non può essere la soppressione della vita ma, piuttosto, la cura per alleviare la sofferenza davanti al grido di dolore che si solleva dal malato anche quando questi sembra arrendersi. Ed è proprio allora che necessita di maggiore attenzione e vicinanza. In queste circostanze il malato non ha bisogno, dietro argomentazioni in apparenza pietose, di atteggiamenti che lo convincano a chiedere di congedarsi. Al cospetto di situazioni complesse e drammatiche, il suicidio assistito assume il significato di una scelta che non tiene adeguatamente conto della struttura intrinsecamente relazionale e sociale della persona. Nello stesso tempo tale opzione orienta la cultura e il sistema sanitario verso una progressiva estenuazione dell’etica della cura e della prossimità, disattendendo di fatto quanto oggi efficacemente garantisce la medicina della terapia del dolore e delle cure palliative insieme a varie modalità di assistenza domiciliare, sostegno ed accompagnamento. In tal modo vi è un oggettivo salto qualitativo che trasforma l’eccezione in una prestazione».

«La Chiesa» continua la nota «sempre attenta alle sofferenze umane dell’anima e del corpo, rigetta ogni forma di accanimento terapeutico, ascolta la voce dei poveri e dei fragili e invita tutti, con empatia e desiderio di sincero dialogo, a ripensare le complesse questioni relative al fine vita al di fuori di ogni prospettiva ideologica. L’impegno è ricostruire una cultura della prossimità e dell’accoglienza, specialmente nella gestione delle fasi terminali della vita. In sintonia e comunione con la Conferenza Episcopale Italiana ed in particolare con i Vescovi dell’Emilia-Romagna, della Sardegna e della Toscana, riaffermiamo il valore della dignità della vita umana, tutelato anche dalla Costituzione, e ribadiamo – come già espresso nella nostra Nota del 2023 – che non può sussistere un ‘diritto a morire’, ma piuttosto quello di essere sempre curati e assistiti, sempre accompagnati e mai lasciati soli».

La dichiarazione porta la firma di quattordici presuli e di un amministratore diocesano: il patriarca di Venezia e presidente della Conferenza Episcopale Triveneto Francesco Moraglia, il vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser, il vescovo di Concordia-Pordenone Giuseppe Pellegrini, l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, l’arcivescovo di Gorizia Giampaolo Dianin, l’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba, il vescovo di Verona Domenico Pompili, il vescovo di Padova Claudio Cipolla, il vescovo di Adria-Rovigo Pierantonio Pavanello, il vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni, il vescovo di Treviso Michele Tomasi, il vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, il vescovo di Trieste Enrico Trevisi, il vescovo di Vittorio Veneto Riccardo Battocchio e l’amministratore diocesano di Chioggia Simone Zocca.

Incontro con il vescovo di Chiang Mai e con l’Azione Cattolica

La riunione di Bibione ha ospitato anche altri due incontri significativi. Giovedì 10 settembre i vescovi triveneti hanno accolto il nuovo vescovo di Chiang Mai (Thailandia), mons. Peter Suphot Roeksujaritm, accompagnato dal sacerdote fidei donum padovano don Raffaele Sandonà. Con la diocesi thailandese le chiese del Triveneto cooperano da circa trent’anni, attraverso l’invio di sacerdoti in servizio pastorale, forme di sostegno economico e scambi nell’ambito della formazione teologica. L’incontro è servito a fare il punto sulla cooperazione e a valutare nuove modalità per proseguirla.

Venerdì mattina, dopo la messa celebrata nella chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta con i fedeli di Bibione, i vescovi hanno incontrato il presidente dell’Azione Cattolica Italiana prof. Giuseppe Notarstefano e l’assistente generale dell’associazione mons. Claudio Giuliodori, accompagnati da Claudio Bolcato, Gina Zordan e don Andrea Dal Cin, rispettivamente delegato regionale, incaricata per il settore adulti ed assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica del Triveneto. Nel dialogo sono state condivise le linee di rinnovamento dell’associazione, che punta a contribuire alla vita ecclesiale e pubblica nel campo dell’educazione, della formazione e della vita pubblica. L’Azione Cattolica sta conoscendo una ripresa degli iscritti dopo un periodo di calo: la realtà triveneta conta attualmente 28mila associati — 10mila tra bambini e ragazzi, 8mila tra giovanissimi e giovani, 10mila adulti — presenti in 616 parrocchie del Nordest. L’associazione si appresta inoltre a celebrare il suo 160esimo anniversario.


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