Marche

ora i bus saranno più cari di 300mila euro


ANCONA Costeranno fino a 300mila euro in più i sei nuovi filobus necessari all’attivazione dell’anello filoviario. Il Comune ha infatti dovuto rivedere il quadro economico della fornitura dopo che, lo scorso marzo, è stato rescisso il contratto stipulato nel 2024 con la Basco Srl di Como.

La clausola

L’impresa si era infatti avvalsa della clausola che prevede lo svincolo dagli obblighi qualora vi sia un forte slittamento dei tempi contrattuali. Che originariamente prevedevano la consegna dei sei filobus entro dicembre 2024, deadline poi spostata a dicembre 2025. Non perché la ditta non fosse in grado di portare ad Ancona i mezzi richiesti, ma perché il Comune era ancora appeso al Ministero delle Infrastrutture e all’Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali) che non si erano ancora pronunciate in merito al progetto dell’anello filoviario, il servizio bus che da piazza Cavour porterà prima in piazza Ugo Bassi e poi di nuovo in piazza Cavour, passando però dalla galleria del Risorgimento. Per questo progetto, l’amministrazione Mancinelli aveva ricevuto nel 2020 ben 6,4 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture.

Nel dicembre 2023, però, è arrivata la sostanziale bocciatura del ministero al progetto presentato, visto che venivano richieste una serie di integrazioni tali da rendere troppo onerosa l’infrastruttura. L’idea, infatti, era quella di riattivare la linea filoviaria dismessa tra piazza Ugo Bassi e piazza Cavour, passando per il viadotto della Ricostruzione e la galleria del Risorgimento.

Nel giugno 2024, però, il progetto dell’anello è stato rimodulato: invece che ripristinare la linea area nel tratto mancante, ci si sarebbe affidati a bus in grado di marciare a batteria per quei pochi chilometri. Fatto? No, visto che l’ok del ministero è arrivato solo a febbraio 2026. «Con tempistiche significativamente superiori a quelle previste» scrive il Comune, che ha dovuto comunque integrare man mano il proprio progetto in base alle richieste di ministero e Ansfisa. E adesso? Dopo l’addio di Basco Srl, servirà una nuova gara. Ma se nel 2023 la base d’asta fu di 5,4 milioni, ora sarà di 5,7 milioni. Del resto, in quasi tre anni, è cambiato il mondo.




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