Icona Pop – Ritual | Indie For Bunnies
Un bel disco di pop elettronico, che oscilla con giusta misura tra il nostalgico e il danzereccio.
Ballare per sopravvivere. “Ritual” sceglie di affrontare questa contraddizione. Non cerca una nuova “I Love It”. Non rincorre il passato. E soprattutto non ha paura di mostrare le crepe sotto la superficie del party-pop. Il disco nasce infatti in una fase di profonde trasformazioni personali per entrambe: maternità, ritorno in Svezia dopo gli anni trascorsi a Los Angeles, cambiamenti sentimentali e una diversa percezione di sé. Le stesse Icona Pop hanno descritto il lavoro come un processo terapeutico, nel quale il dancefloor diventa uno spazio per lasciarsi andare, guarire e ritrovare se stesse. Il risultato è un album breve che attraversa dance-pop, synth-pop ed elettronica con una tonalità spesso notturna.

Non tutto funziona allo stesso livello. La produzione, in alcuni momenti, sembra rifugiarsi in sonorità già ampiamente esplorate e alcune tracce perdono quella ferocia e quell’umorismo che rendevano immediatamente riconoscibili le Icona Pop. Ma quando il disco riesce a mettere insieme il battito della dance e la vulnerabilità del testo, raggiunge risultati notevoli.
“Hurt”. Un synth cupo emerge lentamente, la voce appare filtrata, mentre la canzone racconta la difficoltà di lasciare andare qualcuno. Poi la produzione si apre e trasforma il dolore in movimento. “Ritual feat. Daya”. Il ritmo diventa una forma di sopravvivenza, il ballo una specie di terapia fisica. L’idea di fondo è semplice ma efficace: quando non riesci più a risolvere qualcosa con la mente, forse puoi attraversarlo con il corpo. Il ritornello, costruito attorno alla parola “ritual”, assume così la funzione di un mantra. “Dance To This” è la vetta del disco e probabilmente il brano che più chiaramente ricorda le Icona Pop che conosciamo. Il beat è insistente, la produzione è nervosa e il testo racconta una notte urbana fatta di strade, luci, desiderio e perdita di controllo. Ma sotto l’euforia c’è qualcosa di più inquieto: il bisogno disperato di non fermarsi. “Butterfly Feelings” cambia temperatura. Il beat è più leggero, i synth hanno una luminosità futuristica e la melodia conserva quella leggerezza tipicamente Scandipop. Dal quinto pezzo in poi rimane la gradevolezza ma le idee si fanno più povere e la produzione più piatta. “Mad Love” e la conclusiva “Foreverness” tengono botta piuttosto bene.
Nel tentativo di maturare, le Icona Pop talvolta levigano troppo la propria musica. Alcuni brani sono così perfettamente prodotti da perdere quella ruvidità, quell’ironia e quell’imprevedibilità che erano parte fondamentale del loro fascino. Rimane forte, però, la nuova consapevolezza del gruppo.
Il significato di “Ritual” è ballare come gesto antico per tornare a essere se stessi.
Source link




