Da Mompracem al Pollino: Can Yaman sbarca all’i-Fest di Castrovillari
Can Yaman è tra gli ospiti più attesi della decima edizione dell’i-Fest International Film Festival. Il 12 settembre sarà protagonista della seconda serata di gala della kermesse diretta da Giuseppe Panebianco e riceverà lo Special Award realizzato dal maestro orafo Michele Affidato. Dietro il richiamo del red carpet, un festival che da dieci anni porta nel cuore del Pollino cinema d’autore, grandi interpreti, giovani talenti e storie da tutto il mondo.
CASTROVILLARI (COSENZA) – Cresce l’attesa per l’i-Fest International Film Festival. La Tigre di Mompracem sta per cambiare rotta. Nessun mare tropicale all’orizzonte, nessun veliero pronto a salpare verso la Malesia: questa volta, la nuova avventura di Sandokan conduce nel cuore del Pollino, tra cinema, storia e suggestioni senza tempo. Il 12 settembre, Can Yaman sarà l’ospite d’onore della serata di gala della decima edizione dell’i-Fest International Film Festival, diretto da Giuseppe Panebianco.
Nella suggestiva cornice del Castello Aragonese di Castrovillari, l’attore riceverà lo Special Award, realizzato dal maestro orafo Michele Affidato, e sarà tra i protagonisti di una kermesse che, da dieci anni, porta a Castrovillari cinema d’autore, grandi interpreti, giovani talenti e storie provenienti da tutto il mondo. Un appuntamento particolarmente atteso che arricchisce il programma di un’edizione capace di intrecciare il grande cinema con il fascino del territorio.
Can Yaman è tra i protagonisti dell’i-Fest a Castrovillari
Da Istanbul al cuore del pubblico italiano, passando per la commedia romantica, il successo internazionale e una delle sfide più ambiziose della sua carriera: Sandokan. Can Yaman ha attraversato generi, lingue e mercati differenti, senza rimanere prigioniero dei personaggi che lo hanno consacrato. È probabilmente proprio questa capacità di reinventarsi, più ancora della popolarità, a raccontare la traiettoria della sua carriera.
Da “Bitter Sweet” a “DayDreamer”, da “Mr. Wrong” a “Viola come il mare”, fino al ruolo che più di ogni altro lo ha chiamato al confronto con la storia della televisione italiana. “Sandokan” è infatti una prova che vale doppio. Non soltanto perché ha affidato all’attore turco il ritorno sul piccolo schermo dell’eroe salgariano entrato da decenni nella memoria collettiva, ma perché lo ha messo inevitabilmente a confronto con l’interpretazione di Kabir Bedi, rimasta una delle immagini più iconiche della fiction italiana. Una responsabilità artistica che Yaman ha affrontato attraverso una preparazione fisica e tecnica rigorosa, facendo della presenza scenica e della disciplina elementi essenziali nella costruzione del personaggio.
Can Yaman riceverà lo Special Award nella seconda serata di gala dell’i-Fest a Castrovillari
È con questo bagaglio che Yaman arriverà a Castrovillari, in una fase della carriera in cui la popolarità non è più soltanto un punto d’arrivo, ma la premessa per nuove sfide. Dietro la copertina patinata della star – il volto riconoscibile, il successo delle serie, le campagne internazionali, milioni di spettatori e una fan base che attraversa diversi Paesi e molteplici piattaforme – c’è una storia professionale fatta di scelte, preparazione e trasformazioni.
Così, accanto al divo che il pubblico riconosce al primo sguardo, prende forma un interprete chiamato a misurarsi con personaggi sempre più impegnativi e con tutto ciò che questo comporta in termini di disciplina, presenza e responsabilità. Sandokan è una delle prove più recenti di questa evoluzione, non la sua definizione.
Ed è proprio nell’incontro tra l’immagine del grande protagonista e il mestiere dell’attore che si riconosce la vocazione dell’i-Fest: un festival che da dieci anni porta nel Pollino grandi protagonisti dello spettacolo e nuove storie, facendo convivere il glamour della ribalta con ciò che accade prima e dopo i riflettori. Un connubio che trova piena espressione anche nel riconoscimento a Can Yaman, che il 12 settembre riceverà lo Special Award, realizzato dal maestro orafo Michele Affidato, nella seconda serata di gala della decima edizione.
Decima edizione i-Fest International Film Festival
La scommessa dell’i-Fest consiste nel trasformare per undici giorni Castrovillari in un crocevia internazionale di cinema, culture e storie. Sul palco allestito presso il Castello Aragonese, con la scenografia firmata da Mario Garrambone, sfileranno protagonisti italiani e internazionali. Oltre a Can Yaman, il festival ha riunito un parterre capace di attraversare generazioni e linguaggi: Lazar Ristovski, autorevole regista del cinema balcanico; Aurora Quattrocchi, vincitrice del David di Donatello 2026; le attrici Anica Lazic e Madalina Ghenea.
E ancora Gabriel Garko, volto amatissimo della fiction italiana, e Nello Salza, trombettista che ha prestato il proprio talento ad alcune delle più celebri colonne sonore della storia del cinema, a partire dalla straordinaria stagione di Ennio Morricone. E mentre le stelle del red carpet attireranno inevitabilmente l’attenzione, il cuore dell’i-Fest continuerà a battere nelle sale, negli incontri e nel concorso internazionale.
Dieci anni di cinema, con lo sguardo rivolto al mondo
Partita il 3 settembre, la decima edizione ha trasformato ancora una volta Castrovillari in una vera città del cinema. Non è un caso che il centro calabrese sia stato istituzionalmente ribattezzato “Città Festival”: qui la cultura degli eventi non è un’appendice del calendario, ma una parte sempre più riconoscibile dell’identità cittadina.
L’i-Fest, organizzato da White Side Group e Italian Film Institute, con la direzione artistica dell’attore castrovillarese Giuseppe Panebianco e il contributo operativo della communication manager Glauce Valdini, arriva al suo decimo appuntamento forte di una rete di collaborazioni nazionali e internazionali.
Tra i partner figurano MiC-Ministero della Cultura, Fondazione Calabria Film Commission, Comune di Castrovillari, Ente Parco Nazionale del Pollino e GAL Pollino, insieme a Centro Sperimentale di Cinematografia, Università di Palermo e Cineteca Nazionale, oltre a numerosi altri partner internazionali, tra cui 15 Ambasciate e Istituti di Cultura. Numeri e nomi importanti, ma soprattutto una proposta che ha scelto di non confinare il festival al cinema più immediatamente spettacolare.
I-Fest International Film Festival: il contest
Sono oltre 200 le proiezioni previste negli undici giorni della manifestazione, mentre il Contest Internazionale Orizzonti ha raccolto migliaia di opere provenienti da tutto il mondo. Dopo il lavoro di selezione, sono 134 i titoli della Selezione Ufficiale 2026, distribuiti in otto categorie: Feature Film, Short Film, DOC, DOC Short, Young Talents Feature, Young Talents Short, Animazione e Cinema Senza Confini. Quest’ultima sezione è una delle più significative perché porta il cinema anche all’interno dell’Istituto Penitenziario C.C. “Rosetta Sisca”. È la dimostrazione concreta di una parola spesso abusata quando si parla di cultura: inclusione. Qui significa portare i film davanti a pubblici diversi, coinvolgendo spettatori, bambini, studenti, giovani autori e detenuti.
Dalla grande Hollywood europea alla Calabria
Accanto al concorso, il programma si muove lungo undici rassegne tematiche: EUmotion, Retrospettiva, Omaggio a BB, Focus Serbia, Eye on Venice, Planet on Screen, Proiezioni Speciali, MondoDoc, Cultural Bridge, Area Calabria e Orient Express. Una mappa cinematografica che attraversa Paesi, generi e linguaggi.
Particolarmente importante la retrospettiva dedicata a Stephan Komandarev, regista, sceneggiatore e produttore bulgaro, presente personalmente a Castrovillari. La proiezione di Blaga’s Lessons ha inaugurato il percorso dedicato al suo cinema, seguito da Made in EU.
Un’occasione per avvicinare il pubblico italiano a una cinematografia europea spesso raccontata meno di quanto meriterebbe. Ed è proprio questa una delle qualità più interessanti dell’i-Fest: la capacità di alternare il cinema delle grandi platee a quello che chiede allo spettatore un tempo, un’attenzione e una curiosità differenti.
I-Fest International Film Festival: Brigitte Bardot protagonista della decima edizione
In questo mosaico internazionale, la decima edizione ha scelto una protagonista assoluta: Brigitte Bardot. È lei l’immagine del manifesto ufficiale e a lei è dedicato uno degli assi portanti del programma. Una scelta tutt’altro che casuale. Dopo gli omaggi a Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sophia Loren e Stefania Sandrelli, il festival torna a interrogare il mito cinematografico attraverso una figura che ha oltrepassato da tempo i confini dello schermo.
Bardot è stata attrice, icona, immagine di un’epoca. Ha incarnato una trasformazione del divismo che ha investito insieme cinema, costume e società. Celebrarla oggi significa dunque guardare al passato, ma anche interrogarsi sul modo in cui nasce una star.
Il cinema incontra il territorio
Prima delle due serate di gala, 11 e 12 settembre, l’i-Fest ha già regalato momenti significativi al territorio. Al Teatro Vittoria, quartier generale della manifestazione, il pubblico ha incontrato registi, attori e autori, in un’alternanza tra proiezioni e conversazioni che restituisce alla sala cinematografica la sua funzione più preziosa: quella di essere anche luogo di confronto.
Tra gli appuntamenti, l’incontro con Milvia Marigliano, attrice dalla lunga esperienza teatrale e cinematografica, che ha raccontato il proprio percorso e il rapporto con alcuni dei più importanti registi con cui ha lavorato, tra cui Dario Argento e Paolo Sorrentino.
Per La Grazia, nel ruolo di Coco Valori, Marigliano ha conquistato il Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista e una candidatura ai David di Donatello. A lei è stato assegnato l’i-Fest Special Award, così come a Komandarev, mentre al regista calabrese Dario De Luca è andato un riconoscimento speciale per Il Birdwatcher, presentato in anteprima nazionale.
È il cinema che torna a parlare al pubblico, senza intermediazioni, tra grandi nomi, storie e incontri. Ora la scena passa alle due serate finali, quelle destinate a portare sul Pollino i protagonisti più attesi della decima edizione. Il conto alla rovescia è iniziato. E questa volta, i riflettori sono tutti puntati su Castrovillari.
Source link


