Sardegna

Marmo e lapidei, Oristano tra le prime province in Italia per occupati nel settore

Oristano

Il comparto si conferma forte anche nel resto dell’isola, ma soffre per i rincari energetici e le difficoltà nell’export

La Sardegna si conferma un pilastro fondamentale nel panorama nazionale dell’estrazione e della lavorazione di marmo, lapidei e pietre ornamentali. Per quanto riguarda il territorio di Oristano e la sua provincia, si contano 41 imprese (di cui 19 artigiane) e 186 addetti tra estrazione e trasformazione, di cui 100 artigiani. Inoltre, nella classifica delle 53 province italiane con un’incidenza di addetti superiore alla media nazionale, la provincia di Oristano è all’11° posto assoluto.

Infatti, l’Isola si posiziona al secondo posto in Italia, preceduta solo dal Molise, per l’incidenza degli addetti del settore dell’estrazione del lapideo sul totale dell’economia regionale. Un dato che sottolinea la vocazione e la specializzazione delle imprese sarde, capaci di resistere nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da forti incertezze.

Questo, in sintesi, è ciò che si evince dal rapporto “Marmo, le tendenze nell’estate 2026”, curato dall’ufficio studi di Confartigianato imprese Sardegna, secondo i più recenti dati Istat. I numeri descrivono anche un comparto regionale di 416 imprese, che danno lavoro a 1.522 addetti, di cui le realtà artigiane sono 182 con 692 dipendenti.

A livello territoriale, la provincia sarda che conta il maggior numero di imprese artigiane di lapidei (185 di cui 69 artigiane) è Sassari-Gallura, seguita da Nuoro (103 di cui 58 artigiane) e Cagliari (87 di cui 36 artigiane).

Sul fronte degli addetti, tra estrazione e trasformazione, quella che impiega più personale è sempre Sassari-Gallura con 499 di cui 221 artigiani, seguita da Nuoro con 373 di cui 160 artigiani, Cagliari con 299 di cui 75 artigiani e Sud Sardegna con 166 di cui 135 artigiani.

“I dati confermano come il settore del lapideo e delle estrazioni sia un asset strategico per l’isola – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato imprese Sardegna – con una densità di imprese e addetti che ha pochi eguali in Italia e una qualità che le fa primeggiare in Italia e nel Mondo. Tuttavia le aziende soffrono ancora per la ridotta dimensione, l’esposizione alle importanti variazioni energetiche e la poca dimestichezza con le esportazioni – aggiunge e conclude Meloni – per questo crediamo sia necessario ripensare a un supporto della Regione sia per l’abbattimento dei costi delle bollette di corrente e gas, condizione che rischia di erodere la competitività dei nostri materiali pregiati sui mercati globali, sia per l’internazionalizzazione di queste piccole e medie imprese”.

L’analisi territoriale rivela come la Sardegna esprima punte di eccellenza straordinarie. Nella classifica delle 53 province italiane con un’incidenza di addetti superiore alla media nazionale, la provincia di Nuoro svetta al quarto posto assoluto. Seguono a breve distanza Sassari (20°), il Sud Sardegna (38°) e Cagliari (45°).

Questo significa che, mentre regioni come Veneto e Lombardia guidano per numero assoluto di occupati (rispettivamente 6.025 e 5.290 addetti), la Sardegna è quella in cui il marmo e le pietre ornamentali pesano di più sulla tenuta del sistema economico locale. Il cuore del comparto sardo è, quindi, profondamente artigiano.

Se a livello nazionale la quota di addetti artigiani nel settore è del 38,5%, la Sardegna supera ampiamente questa media attestandosi al 46,2%. Si tratta di una percentuale superiore a quella di grandi regioni produttive come la Lombardia (42,6%) o il Veneto (39,4%), a testimonianza di come nell’isola il valore del “fatto a mano” e la piccola impresa siano ancora i veri motori della lavorazione lapidea. In Italia, il settore conta complessivamente 8.306 imprese registrate, di cui oltre il 40% è artigiano, generando un fatturato stimato di 6,9 miliardi di euro nel 2025.

Sul fronte delle esportazioni, la Sardegna presenta ancora ampi margini di crescita. La propensione all’export regionale (rapporto tra esportazioni e valore aggiunto) si attesta allo 0,05, un valore distante dalla leadership della Toscana (0,62) e del Veneto (0,35), e sotto la media nazionale dello 0,17. Tuttavia, il distretto di Nuoro emerge come il principale hub isolano per le vendite oltreconfine, posizionandosi tra le prime province italiane per propensione all’export di pietre grezze e lavorate. Un anno fa, il settore registrò la preoccupante frenata dell’export, derivata anche dal fatto che le pietre, nella stragrande maggioranza dei casi, vengono vendute a società della penisola come “materia prima” che, in un secondo tempo, viene trasformata in semilavorati o in prodotti finiti. Nel 2024 il controvalore delle esportazioni di pietre tagliate, modellate e finite made in Sardegna e venduto direttamente all’estero ha toccato i 23 milioni e 346 mila euro, numeri in calo del 39% rispetto al 2023. A livello nazionale, l’Italia ha registrato nel 2025 un export di settore pari a 2,3 miliardi di euro, con un saldo commerciale positivo di 1,4 miliardi, nonostante un calo dei volumi esportati rispetto al 2019. Nonostante la tenuta produttiva, le imprese sarde devono fare i conti con varie difficoltà. La crisi in Medio Oriente sta impattando duramente sulle catene di approvvigionamento e sui costi energetici. Al 16 giugno 2026, si registra un balzo del +38,3% per il prezzo del gas e del +11,3% per l’elettricità all’ingrosso rispetto ai mesi precedenti. Inoltre, l’instabilità nell’area del Golfo mette a rischio le importazioni di gasolio raffinato (l’Italia ne importa il 56,6% da quei paesi) e fa lievitare i prezzi di metalli e minerali necessari per i macchinari di lavorazione (+39,3% su base annua a maggio 2026).

“I dati diffusi da Confartigianato sul comparto del marmo, dei lapidei e delle pietre ornamentali confermano la forza e la strategicità di un settore profondamente radicato nel tessuto produttivo della Sardegna. Essere la seconda regione italiana per incidenza degli addetti del comparto sull’economia regionale è motivo di soddisfazione e rappresenta un ulteriore stimolo a proseguire nelle politiche di sostegno alle nostre imprese”. Lo dichiara l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, commentando il rapporto di Confartigianato.

“Questi numeri dimostrano che il settore lapideo rappresenta una componente importante dell’economia sarda e che le nostre imprese hanno competenze, qualità e produzioni in grado di competere sui mercati nazionali e internazionali. È un patrimonio produttivo che la Regione intende continuare a sostenere con strumenti concreti. In questa direzione”, prosegue l’assessore, “si inseriscono le politiche che l’Assessorato dell’Industria sta portando avanti per rafforzare la competitività delle imprese. Un’attenzione particolare è rivolta alla riduzione dei costi energetici, una delle principali criticità per le aziende del comparto, attraverso bandi e misure finalizzati a incentivare l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”, conclude Cani.

“La Regione continuerà a fare la propria parte per accompagnare le imprese in un percorso di innovazione, efficientamento energetico e apertura ai mercati internazionali, perché il marmo, il granito e le pietre ornamentali della Sardegna possano rappresentare sempre di più un’eccellenza capace di competere nel mondo”.

Mercoledì, 9 settembre 2026

©Riproduzione riservata


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »