Veneto

la rabbia dei sindacati Sappe


Violenze all’interno del carcere, una situazione sempre più delicata. Prima che la situazione possa sfuggire di mano i sindacati del Sappe del coordinamento Triveneto chiedono di essere ascoltati per ripristinare una situazione di sicurezza e garantire alla polizia penitenziaria di lavorare senza assilli. L’ultimo episodio grave è stato portato alla luce proprio dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria e riguarda la casa di reclusione di Padova dove ieri 8 settembre due agenti sono stati aggrediti.

«L’episodio – hanno detto i vertici del Sappe – oltre a destare forte preoccupazione, non può purtroppo essere considerato isolato né imprevedibile. La nostra organizzazione sindacale aveva già rappresentato le forti criticità esistenti, denunciando una preoccupante escalation di episodi di violenza ai danni del personale e richiedendo specifici interventi a tutela della sicurezza degli operatori. Successivamente abbiamo evidenziato il perdurare e l’aggravarsi delle condizioni operative del primo blocco detentivo, con particolare riferimento alla presenza e alla contemporanea gestione di differenti tipologie di detenuti, alcuni dei quali caratterizzati da profili di particolare complessità, aggressività e difficile gestione».

E ancora: «Il problema non può più essere affrontato esclusivamente attraverso interventi contingenti successivi al verificarsi dei singoli eventi critici. Occorre, invece, intervenire sulle cause organizzative che concorrono ad aumentare l’esposizione al rischio degli operatori, tenendo conto del carico di lavoro, delle responsabilità attribuite, della consistenza numerica del personale presente nei reparti e delle concrete modalità di organizzazione dei servizi. In tale contesto, desta particolare preoccupazione la situazione del primo blocco B, nel quale risulta aumentato il numero dei detenuti che, per caratteristiche comportamentali e indole, presentano particolari difficoltà di gestione».

L’amarezza di Sappe: «A tale incremento della complessità operativa non sembra essere corrisposto un proporzionato rafforzamento delle misure organizzative e preventive poste a tutela del personale. Rivolgiamo loro la massima vicinanza e solidarietà. Chiediamo l’immediata calendarizzazione del confronto sindacale finalizzato alla rivisitazione e alla sottoscrizione di un nuovo Protocollo d’Intesa Locale. Si ritiene indispensabile che tale confronto costituisca l’occasione per una complessiva e concreta rivisitazione dell’organizzazione del lavoro, con particolare attenzione ai servizi a turno, ai carichi di lavoro, alla consistenza numerica del personale nei reparti maggiormente critici, alla durata effettiva dei turni, alla fruizione del congedo ordinario e, soprattutto, all’individuazione di adeguate misure di prevenzione e tutela dell’incolumità e dell’integrità psicofisica degli operatori».


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