Toscana

Parità di genere, Manetti: “Verso una legge quadro sulle donne, un modello organico e innovativo”

L’assessora ha annunciato stamani, a margine della visita alla Centrale Unica di Risposta 112 di Firenze, la nuova proposta di legge regionale

Scritto da Lorenza Berengo, mercoledì 9 settembre 2026 alle 15:59

Una legge quadro capace di riunire in una cornice organica le politiche della Regione Toscana rivolte alle donne, dalla parità di genere al contrasto alla violenza, passando per lavoro, istruzione, cultura, sport e sensibilizzazione. È la nuova proposta di legge “Toscana delle donne”, annunciata stamani dall’assessora regionale alle pari opportunità Cristina Manetti a margine della visita alla Centrale Unica di Risposta 112 di Firenze.

La nuova legge quadro punta a superare le due principali leggi regionali che hanno segnato in questi anni l’azione della Toscana in materia: la legge regionale 16/2009 sulla cittadinanza di genere e la legge regionale 16 novembre 2007, n. 59, recante “Norme contro la violenza di genere”. I principi, gli strumenti e gli interventi delle due legge confluiranno nel nuovo testo, aggiornati e rafforzati all’interno di una cornice più ampia e organica.

“Stiamo arrivando finalmente a una legge quadro – ha annunciato Manetti – che riunirà tutto ciò che riguarda la parità di genere e le politiche rivolte alle donne. Supereremo le due leggi regionali sulla cittadinanza di genere e sul contrasto alla violenza di genere: saranno formalmente abrogate, ma i loro contenuti non andranno perduti. Al contrario, rivivranno rafforzati e aggiornati all’interno di un unico contenitore, insieme a tutte le azioni che la Regione porta avanti trasversalmente attraverso i diversi assessorati”.

La proposta punta infatti non a una semplice somma delle normative esistenti, ma alla costruzione di una visione unitaria delle politiche regionali. Accanto agli ambiti già disciplinati, entreranno nella nuova cornice settori come istruzione, cultura e sport, insieme alla valorizzazione di esperienze consolidate in Toscana come il Codice Rosa e alle attività di comunParità di genere, Manetti: “Verso una legge quadro sulle donne, un modello organico e innovativo”.

L’assessora ha annunciato stamani, a margine della visita alla Centrale Unica di Risposta 112 di Firenze, la nuova proposta di legge regionale. Una legge quadro capace di riunire in una cornice organica le politiche della Regione Toscana rivolte alle donne, dalla parità di genere al contrasto alla violenza, passando per lavoro, istruzione, cultura, sport e sensibilizzazione. È la nuova proposta di legge “Toscana delle donne”, annunciata stamani dall’assessora regionale alle pari opportunità Cristina Manetti a margine della visita alla Centrale Unica di Risposta 112 di Firenze.

La nuova legge quadro punta a superare le due principali leggi regionali che hanno segnato in questi anni l’azione della Toscana in materia: la legge regionale 16/2009 sulla cittadinanza di genere e la legge regionale 16 novembre 2007, n. 59, recante “Norme contro la violenza di genere”. I principi, gli strumenti e gli interventi delle due legge confluiranno nel nuovo testo, aggiornati e rafforzati all’interno di una cornice più ampia e organica.
“Stiamo arrivando finalmente a una legge quadro – ha annunciato Manetti – che riunirà tutto ciò che riguarda la parità di genere e le politiche rivolte alle donne. Supereremo le due leggi regionali sulla cittadinanza di genere e sul contrasto alla violenza di genere: saranno formalmente abrogate, ma i loro contenuti non andranno perduti. Al contrario, rivivranno rafforzati e aggiornati all’interno di un unico contenitore, insieme a tutte le azioni che la Regione porta avanti trasversalmente attraverso i diversi assessorati”.

La proposta punta infatti non a una semplice somma delle normative esistenti, ma alla costruzione di una visione unitaria delle politiche regionali. Accanto agli ambiti già disciplinati, entreranno nella nuova cornice settori come istruzione, cultura e sport, insieme alla valorizzazione di esperienze consolidate in Toscana come il Codice Rosa e alle attività di comunicazione e sensibilizzazione.

“Vogliamo costruire uno strumento innovativo – ha aggiunto Manetti – che faccia delle politiche per le donne una responsabilità trasversale dell’intera Regione. Mettere tutto all’interno di una stessa cornice significa coordinare meglio gli interventi, renderli più leggibili e soprattutto più efficaci. Vogliamo accompagnare la crescita, l’autonomia e la valorizzazione delle donne nei diversi ambiti della vita e, allo stesso tempo, rendere ancora più forte e incisiva l’azione di prevenzione e contrasto alla violenza di genere”.

La proposta toscana si inserisce nel percorso avviato anche da altre Regioni, a partire dall’Emilia-Romagna, che nel 2014 si è dotata di una normativa organica sulla parità e contro le discriminazioni di genere. La Toscana, che già nel 2007 e nel 2009 aveva adottato due leggi specifiche su violenza e cittadinanza di genere, punta adesso a compiere un ulteriore passo, costruendo una cornice unica, aggiornata e trasversale per le politiche regionali rivolte alle donne.icazione e sensibilizzazione.

“Vogliamo costruire uno strumento innovativo – ha aggiunto Manetti – che faccia delle politiche per le donne una responsabilità trasversale dell’intera Regione. Mettere tutto all’interno di una stessa cornice significa coordinare meglio gli interventi, renderli più leggibili e soprattutto più efficaci. Vogliamo accompagnare la crescita, l’autonomia e la valorizzazione delle donne nei diversi ambiti della vita e, allo stesso tempo, rendere ancora più forte e incisiva l’azione di prevenzione e contrasto alla violenza di genere”.

La proposta toscana si inserisce nel percorso avviato anche da altre Regioni, a partire dall’Emilia-Romagna, che nel 2014 si è dotata di una normativa organica sulla parità e contro le discriminazioni di genere. La Toscana, che già nel 2007 e nel 2009 aveva adottato due leggi specifiche su violenza e cittadinanza di genere, punta adesso a compiere un ulteriore passo, costruendo una cornice unica, aggiornata e trasversale per le politiche regionali rivolte alle donne.


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