A Narbolia la scuola internazionale di attivismo di Sardegna chiama Sardegna
Narbolia
Incontri organizzati nella forma di un campeggio
Come si costruisce partecipazione politica in una società sempre più frammentata? Come si trasformano mobilitazioni e consenso in organizzazione capace di durare? E quali esperienze maturate fuori dall’isola possono offrire strumenti utili alla realtà sarda? Sono alcune delle domande al centro di Move! – scuola internazionale di attivismo organizzata da Sardegna chiama Sardegna e in programma sabato e domenica prossimi, 12 e 13 settembre al camping Nurapolis di Narbolia. Due giornate di formazione, confronto e laboratori aperte a tutte e tutti, non soltanto agli iscritti dell’organizzazione.
“La politica non si rinnova soltanto cambiando le idee che propone, ma anche il modo in cui si organizza – spiegano Cristiana Cacciapaglia e Danilo Lampis, portavoce di Sardegna chiama Sardegna –. In Sardegna c’è un mondo di movimenti politici, sociali e culturali che sta fuori dal Consiglio Regionale a causa di una legge elettorale antidemocratica e che ha grande capacità di mobilitarsi attorno a battaglie e vertenze, ma più difficilmente riesce a trasformare quella partecipazione in organizzazione capace di durare, crescere e incidere. Move!, che è un invito a muoversi che si può leggere sia in sardo che in inglese, nasce da qui: dalla necessità di tornare a investire nella formazione politica e di confrontarci con esperienze che, in contesti molto diversi dal nostro, hanno sperimentato nuovi modi di costruire partecipazione, leadership e forza politica. Non per importare modelli, ma per capire cosa possiamo imparare e tradurre creativamente nella realtà sarda”.
Il programma ha come obiettivo mettere in dialogo esperienze sarde, europee e internazionali. Uno dei nodi centrali sarà il rapporto tra autodeterminazione ed emancipazione sociale: dalla storia del primo sardismo al confronto con esperienze maturate nei Paesi Baschi, in Andalusia e nel paese valenciano. Ne discuteranno il politologo dell’Università di Sassari Carlo Pala, Andria Pili dell’Universidad de Málaga, la presidente della European Free Alliance Lorena López de Lacalle Arizti e Sonia Tirado, di Compromís e docente dell’Universidad Miguel Hernández.
Un’altra sessione sarà dedicata a genere, leadership e rappresentanza, con Ester Cois dell’Università di Cagliari, Francesca Feo dell’Università di Bergen e Alice Cavalieri dell’Università di Torino: un confronto sui meccanismi che ancora limitano l’accesso delle donne ai ruoli di leadership e sugli strumenti necessari per costruire una nuova classe dirigente femminile.
Si parlerà, inoltre, di alcune delle principali innovazioni dell’attivismo e dell’organizzazione politica contemporanea. Con il giornalista e ricercatore Martino Mazzonis si partirà dall’esperienza dei Democratic Socialists of America e dagli strumenti del big organizing, mentre Giovanni Chiarella, Advocacy Strategist di Futurevox, condurrà un laboratorio pratico di Public Narrative, dedicato alla capacità di trasformare esperienze e valori in appartenenza e azione collettiva. Concluderà la sessione il videocollegamento di Marshall Ganz, professore alla Harvard Kennedy School e una delle figure più importanti al mondo nello studio e nella pratica del community organizing.
Completeranno il programma Donato Martiello, influencer politico, con un laboratorio dedicato ai linguaggi e agli strumenti della comunicazione politica sui social, e Adrià Martín Mor, linguista e docente dell’Universitat Autònoma de Barcelona, che a partire dall’esperienza catalana affronterà il rapporto tra lingua, attivismo e potere e le pratiche attraverso cui rendere il sardo una lingua quotidiana dell’azione politica.
Non mancheranno i momenti conviviali e di confronto informale – essendo la scuola organizzata nella forma di un campeggio – attraverso la condivisione dei pasti, la presenza di laboratori inaugurali per la mappatura delle competenze di chi partecipa e, in chiusura, per fare il punto sui prossimi passi, oltre che momenti di intrattenimento, con la performance artistica e il concerto di Shardàna e Futta, la sera del 12 Settembre.
“Una scuola di attivismo, per noi, non può essere una scuola di partito chiusa su se stessa – aggiungono Cacciapaglia e Lampis –. Per questo Move! è aperta anche a chi non fa parte di Sardegna chiama Sardegna. Pensiamo che in Sardegna servano più luoghi nei quali persone provenienti da esperienze politiche, sociali e associative diverse possano incontrarsi, formarsi e mettere in circolo strumenti e pratiche. Vogliamo che questi due giorni siano anche questo: uno spazio nel quale costruire relazioni e far nascere nuove possibilità di collaborazione”.
È possibile partecipare anche a una sola giornata. I posti sono limitati ed è necessaria l’iscrizione. Programma completo, costi e iscrizioni: sardegnachiamasardegna.eu/move/
Martedì, 8 settembre 2026
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