Calabria

Al via il percorso di formazione sociale e politica dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace



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Ha preso il via il percorso di formazione sociale e politica promosso dall’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace attraverso l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro. Ad aprire il cammino è stato l’arcivescovo mons. Claudio Maniago, che ha richiamato il valore dell’impegno politico come servizio al bene comune e responsabilità alla quale nessuno può considerarsi estraneo.

«Da quale parte sta?». Mons. Maniago è partito proprio da una delle domande che più facilmente accompagnano oggi ogni iniziativa che affronti temi sociali e politici. Il percorso diocesano, ha chiarito, non nasce per collocarsi all’interno di uno schieramento, ma per offrire un’occasione di formazione capace di aiutare ciascuno a vivere consapevolmente la propria responsabilità nella società.

L’arcivescovo ha confidato di essersi interrogato sull’opportunità di avviare l’iniziativa proprio in un anno particolarmente delicato. Una circostanza che, invece di suggerire un rinvio, ne ha confermato l’attualità e la necessità: «Questo percorso di formazione socio-politica è un tentativo umile, semplice, di aiutarci tutti, nessuno escluso. Abbiamo proprio bisogno».

Richiamando la testimonianza di Giorgio La Pira e il magistero della Chiesa, mons. Maniago ha invitato a superare una concezione negativa della politica.
«La politica è una cosa buona, è una forma di carità», ha affermato, ricordando che il suo autentico orizzonte è la ricerca del bene comune.
Da qui anche la necessità di riscoprire la responsabilità personale di ogni cittadino. «Tutti facciamo politica», ha sottolineato l’arcivescovo: non soltanto quanti ricoprono incarichi istituzionali o amministrativi, ma chiunque, attraverso le proprie scelte, contribuisca alla costruzione della società.
«Tutti quanti fanno politica, ma sono pochi quelli che sanno come fare politica»: proprio a questa esigenza intende rispondere il percorso formativo, offrendo occasioni di conoscenza, confronto e discernimento.

Particolare attenzione è stata rivolta a quanti già svolgono un servizio nelle amministrazioni e a coloro che potrebbero scegliere in futuro un impegno diretto nella vita pubblica.

Per il cristiano, ha spiegato Maniago, la politica può essere vissuta «non come mestiere, ma come missione, come vocazione addirittura». L’esercizio di una responsabilità pubblica non dovrebbe essere concepito come occupazione di uno spazio di potere, ma come «potere del servizio», capace di costruire una convivenza civile coesa e di rivolgere un’attenzione particolare alle persone più fragili e povere.

Il percorso vuole così contribuire a restituire dignità all’impegno politico e a promuovere una partecipazione che non nasca dalla contrapposizione. Anche l’esercizio del voto, ha osservato l’arcivescovo, dovrebbe essere vissuto non semplicemente «contro qualcuno o a favore di qualcuno», ma come partecipazione responsabile alla costruzione di un progetto per il bene dell’intera collettività.

Dopo l’introduzione di mons. Maniago, il primo appuntamento formativo è stato affidato alla  sostituto procuratrice della DDA presso la Procura di Catanzaro Annamaria Frustaci, alla quale l’arcivescovo ha espresso gratitudine per aver messo a disposizione dei partecipanti la propria esperienza, competenza e testimonianza.

Con questo primo incontro prende avvio un cammino che intende formare cittadini consapevoli e attivi, recuperando il significato più alto della politica quale servizio alla persona e alla comunità e promuovendo una cultura della partecipazione orientata al bene comune.


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