qui gli operai votano ancora a sinistra

L’asse tra mondo operario e sinistra esiste ancora. Non in Sassonia, dove diverse analisi hanno sottolineato la congiuntura tra estrema destra e classi meno abbienti, ma certamente sulla via Emilia. Lo dice uno studio commissionato da Cgil e Partito Democratico per capire chi sono e come votano i cittadini che hanno partecipato in massa al referendum sulla giustizia di marzo, bocciando a larghissima maggioranza la riforma del governo.
“Verrebbe da dire che a Bologna c’è una maggioranza culturale progressista che si mobilità in certe occasioni. Non crediamo, però, che diventi una maggioranza politica ed elettorale per un qualche partito”, commenta il segretario cittadino del Pd, Enrico Di Stasi.
Cosa dice l’analisi
L’indagine, condotta da Winpoll su un campione di 800 bolognesi, dice che dalla parte di chi ha votato contro ci sono in maggioranza elettori under 30 (il 79% ha votato ‘no’) e over 65 (70%), con un titolo di studio medio-basso (contro la riforma si è espresso il 77% di chi ha la licenza elementare e medie, il 78% dei diplomati e il 54% dei laureati). Il ‘no’ ha largamente prevalso tra gli studenti (92%), tra gli operai (62%), tra gli impiegati (77%), tra le casalinghe (85%), i disoccupati (78%) e i pensionati (76%), mentre imprenditori e liberi professionisti hanno votato a favore della riforma Nordio (68% e 56%). Molti partecipato ad attività di volontariato e sono impegnati nel mondo associativo.
“Bologna è una città dove gli operai si dichiarano di sinistra. Non ci sono sbandamenti valoriali nel mondo lavoro”, scrive l’agenzia Dire riportando le parole del segretario locale della Cgil, Michele Bulgarelli. “Questa città intorno al lavoro si stringe. Chi vive una situazione di crisi aziendale sa che qui non è solo” continua, chiedendo di “non disperdere questo patrimonio di voti recuperati” all’astensionismo.
Cosa chiedono gli elettori
Non è detto, però, che tutto fili liscio. Anzi: dal campione interpellato emergono richieste specifiche, come ad esempio interventi su sanità, welfare e sicurezza sul lavoro. Ma anche su manutenzione di strade e verde, pulizia della città, sicurezza. Meno sollecitati i temi relativi ai servizi sociali, trasporto pubblico, scuola e tutela del territorio.
“I dati confermano che questa città guarda più agli interessi materiali, una volta si sarebbe detto ‘di classe’, rispetto ai tentativi anche della destra italiana, europea e mondiale, di usare l’immigrazione come strumento per catalizzare il voto e trovare facili consensi”, conclude Bulgarelli.
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