El Miedo Escenico del Real Madrid, quando il Bernabeu diventa una trappola
Al Santiago Bernabeu l’Inter – per il suo debutto in Champions – dovrà giocarsela con undici Blancos, dovrà silenziare l’ego di un ex – José Mourinho – che cova rivincite e dovrà gestire una presenza-fantasma che da sempre aleggia a Madrid nelle notti di coppa. E’ un’ombra pronta a calare sui nerazzurri. El Miedo Escenico, traducibile con la Paura del Palcoscenico. Questo lo slogan che l’ex del Madrid, l’argentino campione del mondo Jorge Valdano – il più virtuoso esempio di calciatore-filosofo – prese a prestito dal premio Nobel Gabriel Garcia Marquez per fotografare la paura/ansia di parlare/giocare in pubblico in questo stadio-monumento, che seppur cambiato nel tempo, trasuda storia, fascino, orgoglio. El Miedo Escenico nasce dalla penna di Gabo in un articolo scritto per “El Pais” nel 1983. Titolo del pezzo: “No se preocupe: tenga miedo”. Cent’anni di solitudine in novanta minuti al Bernabeu: succede così da sempre, succederà anche all’Inter.
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El Miedo Escenico del Real Madrid
Ha scritto post-attività Valdano ricordando l’epopea del suo Madrid, quello che negli anni 80 – regolarmente – batteva l’Inter nelle doppie sfide di coppa. «Ogni mercoledì europeo un carnevale fuori stagione, rumoroso e orgogliosamente vestito di bianco, ci aspetta nel nostro feudo con una fiducia quasi irresponsabile nelle nostre possibilità». A referto in quel periodo – in un bilancio che srotola 19 incroci europei, 10 vittorie Real, 7 dell’Inter e 2 pareggi – vi sono le sfide memorabili. Nel 1981 l’Inter di Bersellini – che l’anno prima aveva vinto l’ultimo scudetto con calciatori tutti italiani nella storia del nostro calcio – perse la semifinale (2-0) della Coppa dei Campioni, risultato che riuscì a ribaltare solo in parte (1-0 gol di Bini) al ritorno, mancando però l’accesso alla finale. Due anni dopo, 1983, l’Inter, ai quarti di Coppa delle Coppe, pareggiò all’andata a San Siro (1-1), ma il 2-0 con cui il Madrid vinse al ritorno fermò ancora una volta la corsa dei nerazzurri.
La biglia in testa a Bergomi
Risale al 1985 il match che – meglio di tanti altri – dà forma al Miedo Escenico nella sua modalità più terrificante (e, come vedremo, sanguinolenta). Stavolta è Coppa Uefa, le semifinali. All’andata i nerazzurri hanno vinto 2-0, gol di Liam Brady e Spillo Altobelli. San Siro ribolle e accarezza il sogno della finale. Certo, c’è da giocare il ritorno al Bernabeu. E due gol di vantaggio non sono pochi. Ma quel che attende l’Inter è una notte da incubo. La minaccia, secondo la leggenda, esce dalla bocca di Juanito, bandiera del Madrid, che all’ingresso in campo delle due squadre avrebbe detto, testualmente, mescolando spagnolo e italiano: “Noventa minuti en el Bernabéu son molto longos”. E’ una sentenza. Dopo mezz’ora, con il Real avanti 1-0, Beppe Bergomi, lo Zio Mundial, viene colpito alla testa da una biglia lanciata dalla curva. Zenga raccoglie una biglia da terra, forse non è quella. In ogni caso, la consegna all’arbitro, un irlandese, tale Bob Valentine, che nella vita di tutti i giorni è un tipografo. Costui ferma le rotative, scusate: sospende la partita. E’ caos totale. Il Bernabeu è una bolgia. La sospensione dura sette minuti. Poi si decide per il cambio. Fuori Bergomi col bernoccolo, dentro Pasinato. E’ ricominciata, è finita. Santillana, già autore del vantaggio, firma la doppietta. Si va ai supplementari, il 3-0 è di Michel, in finale ci va il Real. L’Inter fa ricorso al Jury d’Appel dell’UEFA, confidando nella vittoria a tavolino. Niente da fare, ricorso respinto.
L’Inter ha vinto solo una volta al Bernabeu 59 anni fa
Passa un anno, 1986, altra semifinale di Coppa Uefa. Andata: Inter-Real Madrid 3-1. Fatta? Macchè. Il ritorno è una mattanza: 5-1 ai supplementari per i Blancos, doppiette del messicano Hugo Sanchez e di quel satanasso di Santillana, gol di Gordillo. Ora, a voler dare contezza alla maledizione, è qui utile ricordare che 1) l’Inter – in 9 trasferte al Bernabeu – ha vinto a Madrid una sola volta: 1967, quarti di Coppa dei Campioni, gol di Cappellini e autogol dello spagnolo Zoco; 2) L’ultima vittoria, 3-1 ma a San Siro, è nella fase a gironi della Champions 1998-99, 3) Le ultime quattro sfide le ha perse tutte. Però, a consolare la memoria: il Bernabeu è stato il teatro della vittoria della Champions del 2010, nell’anno del Triplete firmato da – ebbene sì – Mourinho. Il tempo è passato, la verticalità di quello stadio, la vicinanza pubblico-campo, la sua vertigine, il suo abisso, hanno lasciato il posto ad un impianto più moderno, che dopo anni di restyling dal 2024 si presenta (è la novità più rilevante) con un sistema di scomparsa retrattile del terreno di gioco. Ora al Bernabeu si gioca anche a tennis. Ma oggi, come ieri, una sola certezza: il «Miedo Escenico» a togliere il fiato, far tremare le gambe, confondere i pensieri di chi vi entra da ospite.
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