Toscana

L’Arezzo, la batosta di Verona e lo scotto della serie B. Una lezione da cui ripartire


AHI AHI – Pomeriggio da dimenticare al Bentegodi. La squadra si è squagliata in inferiorità numerica e ha beccato la goleada. Probabilmente avrebbe perso anche in 11 contro 11: tra Verona e Arezzo c’è un bel gap, com’è fisiologico che sia considerando il percorso dei due club. Ci stava che una neopromossa battesse i denti in questo trittico iniziale: fa male ma era impossibile pensare che in serie B, in questa serie B, non sarebbe mai accaduto.

SISTEMA DI GIOCO – Per la seconda volta di fila, come successo con il Palermo, i cambi di Bucchi non hanno sortito gli effetti sperati. La scelta di difendersi a tre non ha pagato, anche se concettualmente aveva una logica. Va anche detto che quando l’Arezzo ha cambiato sistema difensivo, pure in C, ha sempre perso campo, abbassandosi a ridosso dell’area con l’effetto di dilatare i rischi e spuntare le proprie armi. E’ ovvio che a Verona, sotto di un uomo, un allenatore sia legittimato ad architettare qualcosa di sensato per difendere il fortino. Però con il senno di poi, e forse anche di prima, si poteva fare diversamente.

REALISMO – Detto tutto ciò, una domanda: ma veramente c’è qualcuno che pensava che l’Arezzo non avrebbe pagato lo scotto del salto di categoria? Che la squadra non avrebbe mai preso un’imbarcata? Che contro Avellino, Palermo e Verona, sarebbero state tutte partite alla pari? Che in rosa avrebbero trovato posto undici titolari e undici cambi, tutti già pronti per un campionato tosto come questo? Non scherziamo per favore. E non dimentichiamo che per analizzare prestazioni e risultati non conta solo cosa possiamo fare noi, ma anche cosa possono fare gli altri. Il Verona di oggi è di un altro livello rispetto all’Arezzo. Il resto è contorno.

MERCATO – La campagna acquisti e cessioni, tutto considerato e al netto di esuberi e partenze in prestito, si è rivelata in linea con i programmi. Nunziante è un bel colpo, Illanes idem, Sala è un bellissimo colpo, Mancuso porta in dote 90 gol in B, che ad Arezzo non ha mai portato nessuno. La decisione di puntare sull’unità del gruppo come moltiplicatore di risorse, non è sbagliata per una neopromossa. Per rifinire il tutto è mancato un innesto in mezzo al campo (uno Schiavi, giusto per rendere l’idea) e un innesto in difesa. Così, a sensazione, siamo un po’ corti. E in un colpo solo Bucchi potrebbe perdere sia Illanes che Iaccarino. Perché il calcio, lo sappiamo, è bastardo.

MANITA – Per chiudere. La B è un campionato dove ogni settimana escono le sorprese, dove c’è equilibrio con l’eccezione di 4 o 5 squadre una spanna sopra le altre. Serve un minimo di equilibrio, altrimenti oggi sei bravo, domani sei un brocco, dopodomani una via di mezzo e avanti così. L’Arezzo ha un allenatore con 140 panchine in B, che ha appena vinto il campionato di C, e una rosa che può giocarsela. Quest’anno c’è da soffrire e battagliare fino all’ultima giornata per conquistare la salvezza, solo questo. Poi è chiaro che perdere 5-0 fa un male cane, ma ricordiamoci che l’ultimo 5-0 in trasferta l’avevamo beccato a Ghivizzano contro il Tau Altopascio. Nonostante l’amarezza, stiamo meglio oggi.




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