«Istituire presidi di sicurezza fissi e costanti, per garantire a chi cura i cittadini di poterlo fare in un ambiente sicuro»
La categoria sindacale a difesa dei lavoratori sanitari è intervenuta dopo il grave episodio avvenuto nell’Area Rossa dell’ospedale della Bassa Padovana, dove un paziente in stato di alterazione ha sradicato un lavabo scagliandolo contro gli operatori. Momenti di forte tensione e grande rischio si sono vissuti presso il pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud a Schiavonia. Un uomo di 52 anni, giunto in ospedale in stato di forte alterazione, ha improvvisamente dato sfogo a una violenta reazione all’interno dei locali dell’Area Rossa. Dopo essere riuscito a sradicare un lavabo dal muro del bagno, ha tentato di lanciarlo contro una operatrice socio-sanitaria e ha poi devastato l’area con i cocci di ceramica. Soltanto la prontezza di riflessi, la lucidità e l’immediato sangue freddo del personale di turno hanno impedito conseguenze fisiche ben più gravi per gli operatori e per gli altri pazienti presenti, fino all’arrivo delle forze dell’ordine e della guardia giurata.

Sulla gravità dell’accaduto e sulle criticità strutturali legate alla sicurezza degli operatori sanitari intervengono congiuntamente i vertici sindacali della Fp Cgil di Padova. «Come funzione pubblica della Cgil di Padova – hanno detto congiuntamente la segretaria generale, Alessandra Stivali, il segretario provinciale, Alfredo Sbucafratta e Giovanni Campolieti della Fp Cgil Medici – in rappresentanza sindacale, sia della dirigenza che del comparto, desideriamo innanzitutto esprimere la massima vicinanza e solidarietà a tutto il personale sanitario coinvolto nella brutta esperienza vissuta presso l’area rossa del pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud a Schiavonia».
E ancora: «La prontezza del personale ha evitato la possibilità di un grave rischio nei confronti della tutela della salute e dell’incolumità fisica dei presenti. Grazie alla prontezza di riflessi e alla lucidità degli operatori di turno, che sono riusciti a isolare il paziente aggressivo all’interno di una stanza, è stato possibile scongiurare feriti tra il personale e gli altri pazienti coinvolti, limitando i danni alla sola struttura». Hanno concluso Stivali, Sbucafratta e Campolieti: «Questo episodio ripropone con urgenza un tema non più rimandabile: quanto sia importante e necessaria la presenza di una vigilanza attiva 24 ore su 24 all’interno di un reparto di emergenza come quello del Pronto Soccorso. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità operano quotidianamente in prima linea e non possono essere lasciati soli a gestire situazioni di così estrema pericolosità. Ieri, all’ospedale dell’Angelo di Mestre è successo un episodio molto simile. È un problema generale, ma non possiamo continuare a correre il rischio: domani non è detto che avremo la stessa fortuna. Affidare la sicurezza dei sanitari esclusivamente al caso, all’improvvisazione o al coraggio dei singoli operatori è inaccettabile. Chiediamo pertanto alle direzioni aziendali e alle istituzioni competenti di intervenire immediatamente per istituire presidi di sicurezza fissi e costanti, in modo da garantire a chi cura i cittadini di poterlo fare in un ambiente sicuro e protetto».
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