Il progetto esecutivo è stato presentato alla Regione il 29 giugno

Nuovo capitolo dello scontro politico sulla Via Verde. Il presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna replica al presidente della Regione Marco Marsilio, questa volta sulla questione dei lavori di completamento dell’infrastruttura.
«Sono sorpreso dal tempo che il presidente della Regione dedica a sfornare comunicati contro di me», esordisce Menna, che ironizza anche sull’incipit utilizzato da Marsilio nell’ultima nota, molto simile a quello scelto dallo stesso presidente della Provincia nella precedente replica al consigliere regionale Nicola Campitelli.
Sulla vicenda delle ex stazioni, Menna non intende tornare: «Chi vuol capire, ha capito benissimo; chi non vuole capire, non capirà mai».
Il presidente della Provincia contesta invece la ricostruzione di Marsilio sui lavori di completamento della Via Verde. «Non è vero che la Provincia di Chieti è ferma al solo progetto definitivo – afferma – quello esecutivo è stato presentato alla Regione Abruzzo il 29 giugno scorso».
Menna richiama poi la vicenda dei finanziamenti. Secondo quanto ricostruisce, l’intervento sarebbe stato definanziato dal governo Meloni dal 2023 fino al 18 ottobre 2024, quando le risorse sono state nuovamente collocate attraverso il decreto ministeriale numero 222.
«La Regione – prosegue – ha poi dato il via libera definitivo soltanto con la delibera numero 176 del 21 marzo 2025. Dunque il ritardo è fisiologico e soprattutto indipendente dalla nostra volontà».
Il presidente della Provincia sottolinea inoltre che le criticità nei tempi non riguarderebbero esclusivamente l’ente provinciale, ma anche altri soggetti coinvolti nell’intervento.
Per la Provincia di Chieti, ricorda Menna, la quota di lavori è pari complessivamente a 3 milioni e 957mila euro.
La replica si chiude con un invito ad abbassare i toni dello scontro istituzionale.
«Spero che gli stucchevoli attacchi del presidente della Regione alla Provincia di Chieti abbiano termine qui – conclude Menna –. Non è questo che si aspettano i cittadini quando scelgono i propri rappresentanti. Si torni a un rapporto istituzionale degno di questo nome: non siamo stati eletti per litigare, ma per gestire al meglio la cosa pubblica».
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