Lazio

tra scritte vandaliche e ritardi di cantiere

Il progetto di riqualificazione per l’area sovrastante il garage ipogeo di via Giulia si trova nuovamente al centro dell’attenzione pubblica.

Lungo la dorsale di lungotevere dei Sangallo, il diaframma murario eretto per delimitare lo spazio destinato all’arredo verde non ha ancora visto l’inizio dei lavori di piantumazione, finendo al contrario per diventare bersaglio di continuativi atti di imbrattamento con bombolette spray.

Le premesse progettuali e lo stato attuale dei luoghi

La concezione iniziale dell’opera, presentata dalle autorità comunali nel 2021, prevedeva l’allestimento di una superficie sistemata a verde con la messa a dimora di essenze arboree tipiche della vegetazione mediterranea, tra cui agrumi ed ulivi, affiancate da elementi idrici ornamentali e pareti perimetrali destinate ad accogliere specie rampicanti.

A distanza di anni dalle prime stesure progettuali, la situazione sul campo mostra tuttavia un quadro ben diverso:

Assenza di vegetazione: L’area interna delimitata dal muro perimetrale non presenta tuttora manto erboso o piantumazioni attive, rimanendo caratterizzata da terreno incolto.

Le varianti urbanistiche: L’iter dei lavori ha subito molteplici modifiche formali. Le ultime indicazioni provenienti dagli uffici del Municipio I indicano il completamento delle opere e la successiva apertura al pubblico entro il termine della stagione estiva.

La permanenza della barriera: L’impianto murario è rimasto parte integrante dell’opera approvata, malgrado le riserve espresse nel tempo da tecnici del settore e rappresentanti politici.

Il percorso giudiziario e le iniziative territoriali

La presenza della struttura ha generato fin dall’inizio un forte dibattito tra gli abitanti ed i commercianti del rione, sfociato in diverse forme di opposizione:

Le azioni legali: I comitati locali hanno promosso ricorsi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale e successivi appelli al Consiglio di Stato nel tentativo di fermare l’edificazione della parete e preservare la continuità visiva verso l’ansa del Tevere.

Le campagne pubbliche: Alle vertenze legali si sono affiancate mobilitazioni di quartiere, con petizioni popolari e distribuendo materiale informativo per richiedere un assetto dell’area privo di barriere visive.

Mentre gli interventi di arredo urbano nella vicina piazza della Moretta sono giunti a compimento, la barriera di via Giulia resta in attesa degli interventi di piantumazione previsti, mostrando evidente i segni del degrado causato dalle scritte non autorizzate.

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