Gioia Tauro, intimidazione ad Alessio. E Scarcella attacca chi ha taciuto
Una notte di paura, una porta presa di mira a colpi di pietra e un clima di tensione che continua a scuotere la città. L’ennesimo episodio intimidatorio ai danni di un esponente politico locale si è verificato la scorsa notte, intorno alle 4, nell’abitazione utilizzata per le vacanze dall’ex sindaco Aldo Alessio, nel quartiere Marina.
Il capitano di lungo corso era in casa con la moglie e il nipotino quando qualcuno ha lanciato grosse pietre contro le persiane d’ingresso. Una è riuscita a entrare, mentre altre sono state trovate all’esterno. Alessio non considera l’accaduto una semplice bravata, ma un messaggio intimidatorio preciso: dimostrare di poter raggiungere la sua dimora e colpirla all’interno. Sono intervenuti i Carabinieri e l’ex sindaco ha presentato denuncia. Tra gli elementi raccolti ci sarebbero anche un paio di occhiali da sole, persi da uno degli autori durante la fuga.
Nella sua ricostruzione, Alessio collega l’episodio alla presenza nella zona di una baby gang particolarmente pericolosa e che, a suo giudizio, potrebbe rappresentare un potenziale «vivaio» per la ’ndrangheta.
L’aggressione riporta così in primo piano un clima di contrapposizione politica e personale che sembra essersi progressivamente incancrenito. Ed è in questo scenario che assumono un peso ancora maggiore le parole durissime pronunciate ieri dalla sindaca Scarcella in un videomessaggio, nel quale chiama direttamente in causa quanti hanno scelto di non manifestarle pubblicamente solidarietà dopo le minacce ricevute: «Ti scanniamo i figli e il cane». Nel mirino finiscono gli oppositori, la sua stessa area politica e le istituzioni dalle quali Scarcella si sarebbe aspettata una presa di posizione più netta.
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