L’Azienda ha aperto le porte dei propri spazi storici a cittadini e visitatori

In occasione dell’annuale edizione dei Notturni d’Arte, la rassegna culturale promossa dal comune di Padova per valorizzare e per far conoscere i tesori nascosti della città, l’Azienda ha aperto le porte dei propri spazi storici a cittadini e visitatori. Il percorso sabato 29 agosto ha preso avvio da Palazzo Treves de Bonfili per proseguire nell’area storica dell’Ospedale proponendo un viaggio attraverso architettura, arte e storia della medicina padovana.
A Palazzo Treves de Bonfili, costruito tra il 1829 e il 1835 per i baroni Treves de Bonfili su progetto di Giuseppe Jappelli, con la collaborazione di Giovanni De Min, i visitatori hanno potuto conoscere la storia del complesso e ammirare le decorazioni realizzate da De Min, tra cui il celebre affresco dedicato al Trionfo di Gioacchino Rossini, conservato solo in parte. La visita è poi proseguita nell’area storica dell’ospedale, dove l’architettura del Novecento dialoga con un importante patrimonio artistico. Tra le tappe il Policlinico con la scultura di Amleto Sartori; la Pediatria progettata da Luigi Calabi con il grande mosaico Allegoria della salute infantile realizzato nel 1956 da Gino Severini; la Ginecologia progettata da Giulio Brunetta che conserva la Sacra Famiglia di Bruno Saetti del 1958 e la Maternità dello scultore Claudio Trevi del 1959.
Il percorso ha permesso, inoltre, di riscoprire testimonianze meno note della storia dell’ospedale, come la Ghiacciaia, risalente al XVIII secolo, e un’importante tela di Giovan Battista Pellizzari (1598-1660) raffigurante La Trinità che appare ai santi Giovanni Evangelista, Francesco, Maria Maddalena e Antonio da Padova. La presentazione dei luoghi e delle opere è stata curata da Maria Cristina Zanardi e dall’architetto Marco Canton, con la guida del prof. Giovanni Bianchi, docente di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università che ha illustrato le opere incontrate lungo l’itinerario.
L’iniziativa ha evidenziato ancora una volta come l’ospedale possa essere non soltanto luogo di assistenza e cura, ma anche uno spazio di memoria, cultura e bellezza. Un patrimonio spesso poco conosciuto che racconta la storia della medicina padovana e insieme il rapporto tra arte, architettura e sanità. L’apertura degli spazi storici dell’Azienda ha rappresentato, infatti, una buona occasione per rafforzare il legame tra ospedale e città e continuare a valorizzare un patrimonio che appartiene alla comunità: un’eredità da conoscere, custodire e condividere.
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