Marche

Federico Buffa incanta Ponzano di Fermo con il suo racconto su Maradona – Cronache Fermane

Ci sono racconti che non si ascoltano soltanto. Si attraversano. E quello di Federico Buffa su Diego Armando Maradona, a Ponzano di Fermo, è stato uno di questi.

Nel suggestivo sagrato della chiesa di San Marco, il racconto di Diego Armando Maradona ha incantato il pubblico. Tra calcio, storia, musica e memoria, Buffa consegna al Festival Storie una nuova pagina indimenticabile, una storia che Buffa ha trasformato, ancora una volta, in teatro.

 

Ormai un amico del Festival Storie e del suo pubblico, Federico Buffa è arrivato ancora una volta in anticipo, quasi in punta di piedi. Una panchina accanto alla chiesa, qualche minuto di confronto con il maestro Christian Riganelli, poi la fisarmonica pronta ad accompagnare il racconto. Buffa è arrivato in treno e proprio durante il viaggio ha riscritto lo spettacolo, lavorando ancora una volta per renderlo unico, irripetibile, pensato per quella sera e per quel luogo.

«Gli spettacoli scritti in treno, a penna, hanno ottime chance di non riuscire. Questo ne ha più di ottime», ha scherzato all’inizio della serata.

Una battuta che racchiude bene il suo modo di stare sul palco: leggero, ironico, umano, ma capace subito dopo di spalancare davanti al pubblico la profondità di una storia. Ad accoglierlo, un sagrato gremito e una platea numerosa, con tanti sindaci del territorio e il viceprefetto in prima fila. Ma soprattutto un pubblico attento, partecipe, pronto a seguirlo là dove le sue parole decidono di andare. E il viaggio comincia dalla “pelota”, dalla palla. Quella che per Diego non è stata semplicemente un oggetto di gioco, ma una compagna di vita, il suo primo linguaggio.

 

Da lì, Buffa attraversa l’infanzia e la povertà, la famiglia, l’Argentina di Evita Perón, la costruzione del mito, l’approdo a Napoli, i Mondiali. E soprattutto entra nella zona più complessa di Maradona: quella in cui il talento assoluto convive con la fragilità, dove la genialità incontra l’ombra e il campione diventa personaggio, simbolo, fenomeno popolare. Per Buffa il giudizio su Diego è netto: «Maradona è il personaggio più potente dello sport del ’900».

Non è soltanto un giudizio sul calciatore. È la definizione di una presenza capace di occupare uno spazio enorme nella storia collettiva. Maradona attraversa generazioni, geografie, culture. È calcio, ma anche società, politica, identità, riscatto, appartenenza. È il ragazzo povero che diventa leggenda e, allo stesso tempo, l’uomo che non riesce mai completamente a liberarsi del peso della propria leggenda.

Straordinario l’accompagnamento di Christian Riganelli, che con la fisarmonica ha seguito il racconto richiamando atmosfere e sonorità argentine, creando un dialogo continuo tra parola e musica. Un contrappunto capace di dare ritmo alle emozioni e di riportare il pubblico, quasi fisicamente, dentro i luoghi e le atmosfere della storia di Diego. Buffa, intanto, resta fedele alla sua cifra: raccontare lo sport per parlare dell’uomo. Perché dietro ogni campione c’è una storia, e dietro ogni storia ci sono un tempo, una terra, una comunità, un modo di stare al mondo.

Alla fine, dopo il lungo applauso, arriva anche il momento dei saluti. Buffa, come sempre, non si sottrae: stringe mani, si ferma per le fotografie, incontra il pubblico. È un rapporto ormai consolidato quello con il Festival Storie, fatto di affetto e di riconoscimento reciproco. A chiudere la serata, con emozione, il sindaco di Ponzano di Fermo, Diego Mandolesi, che ha raccontato il significato personale di quell’incontro: «Sono cresciuto guardando le sue puntate su Sky Sport. Averlo qui è sempre qualcosa di speciale. Sono serate che restano, che entrano nella memoria di una comunità».

E proprio la comunità di Ponzano non poteva rinunciare al suo gesto più identitario: a Federico Buffa è stata consegnata la maglia della squadra di calcio di Ponzano di Fermo. Un dono semplice e simbolico, quasi un ideale ingresso nel tifo del paese per chi, per una sera, ha portato il calcio più grande proprio nel cuore di Ponzano. La seconda serata del Festival Storie 2026 si chiude così: con un campione raccontato da un narratore straordinario, con un pubblico incantato e con la sensazione che, ancora una volta, una storia sia riuscita a diventare qualcosa di più.


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