Sommozzatori della polizia scoprono tre antiche anfore adagiate sul fondale
Porto Rotondo
I reperti potrebbero risalire a 2000 anni fa
Un’immersione di routine finalizzata alla sicurezza subacquea si è trasformata in un’importante scoperta archeologica. I sommozzatori della polizia hanno notato sul fondale un coccio in terracotta. Il ritrovamento ha dato il via a una successiva attività di ricerca che, nel corso di una seconda immersione, ha portato all’individuazione di tre anfore in terracotta integre.
La scoperta è avvenuta nelle acque antistanti Porto Rotondo, dove opera la squadra sommozzatori di Olbia, alle dipendenze dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Sassari. L’attenzione suscitata dal rinvenimento ha fatto ipotizzare la presenza, nelle vicinanze, di ulteriori reperti, portando all’avvio di una specifica attività di ricerca subacquea che ha permesso di individuare ulteriori manufatti, ancora in fase di qualificazione.
Le anfore, che presentano solo parziali fenomeni di corrosione, sono state repertate dagli agenti, che hanno provveduto a informare la Soprintendenza. Secondo le prime valutazioni preliminari, in attesa degli approfondimenti, i reperti potrebbero essere riconducibili a produzioni provenienti dal Lazio, dalla Campania o dalla Spagna, e risalire a un periodo compreso tra la seconda metà del I secolo a.C. e il I secolo d.C.
Un piccolo frammento ha così rappresentato il punto di partenza di una ricerca che ha permesso di riportare alla luce una testimonianza del passato, custodita per secoli sotto il mare. L’attività conferma il ruolo degli specialisti della polizia impegnati nel servizio subacqueo, la cui professionalità consente di operare non solo nell’ambito della sicurezza e del soccorso in mare, ma anche di contribuire all’individuazione e alla salvaguardia di beni di interesse storico e archeologico presenti nei fondali.
Sabato, 29 agosto 2026
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