Una Casa dell’Astronauta sbarca a Rimini, viaggio immersivo per scoprire come vivremo nello spazio

Alla prima edizione di Bex – Beyond Exploration Expo, in programma al Rimini Expo Centre dal 23 al 25 settembre, Ieg presenta la Casa dell’Astronauta, un percorso immersivo che prova a rispondere a una domanda semplice, come vivremo nello spazio. Il progetto raccoglie in un unico allestimento le condizioni che permettono a una persona di lavorare, nutrirsi, restare in salute e costruire una quotidianità in ambienti estremi come una stazione orbitante o la Luna, e mostra come molte delle soluzioni sviluppate per l’esplorazione stiano già producendo benefici sulla Terra.
Il tema si inserisce in un comparto in forte crescita: nel 2024 la filiera aerospaziale italiana ha registrato un fatturato di 21,4 miliardi di euro, con il segmento spaziale in aumento del 63% rispetto al 2021, secondo la mappatura Ctna-Confindustria presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il percorso, ideato da Bex e sviluppato con il supporto di Cetma – Centro Europeo di Ricerca, Trasferimento tecnologico e Design come Knowledge Partner, segue il cammino dell’essere umano verso lo spazio e si sviluppa in quattro aree, affiancate dalla Think Lounge, l’area trasversale dedicata al dialogo tra il mondo dello spazio e i settori non spaziali. La Casa dell’Astronauta si avvale inoltre del supporto di Axiom Space, con la presenza del suo Ceol Jonathan Cirtain, e di Thales Alenia Space, che espone due modelli, tra cui quello del modulo abitativo lunare Multi-Purpose Habitation, sviluppato per la superficie della Luna nel quadro del programma Artemis e della cooperazione tra Nasa e Asi.
The Human Factor apre il percorso con la preparazione del corpo e della mente alla missione, tra tecnologie di allenamento, medicina e monitoraggio fisiologico. Qui sono presenti Gvm Assistance, con i propri sistemi di telemonitoraggio, Formula Medicine e Ntt Data Italia, branch italiana del gruppo leader globale nei servizi di intelligenza artificiale, business digitale e tecnologia. The Wearable Habitat racconta l’evoluzione dell’abbigliamento astronautico, dalle tute di volo alle nuove frontiere dell’innovazione tessile. Protagonista dell’area è Spacewear, che porta le tute indossate da Walter Villadei nel volo con Virgin Galactic e alcuni capi di abbigliamento terrestre ispirati a quella tuta, a mostrare come le soluzioni nate per lo spazio possano diventare prodotti per la vita di tutti i giorni. Accanto sono esposte, con l’Aeronautica Militare, alcune tute legate alla storia dell’esplorazione spaziale italiana.
The Mission Lab racconta come la microgravità diventi un laboratorio per la ricerca, i nuovi materiali e le life sciences. L’Università Politecnica delle Marche propone un avatar di Walter Villadei capace di dialogare con il pubblico, mentre Cetma porta un’esperienza in realtà virtuale dedicata alla scoperta della Stazione Spaziale Internazionale e un cubo olografico che racconta la mascherina per il monitoraggio del sonno Somniia, nata dalla ricerca dell’Asi. The Orbital Harvest chiude il percorso con la coltivazione, la conservazione e la preparazione del cibo lontano dalla Terra: Altec ricostruisce il viaggio di un pasto spaziale con campioni reali di cibo, mentre Enea presenta i propri prototipi e un’esperienza in realtà virtuale dedicata alle serre in ambienti estremi.
Trasversale alle quattro aree, la Think Lounge accoglie nei tre giorni brevi incontri con astronauti, imprese, ricercatori e rappresentanti istituzionali. Il programma è in via di pubblicazione e comprende tra gli altri un dialogo sull’allenamento del corpo umano per lo spazio con Technogym e una riflessione su come sarà la cucina dei futuri habitat con Electrolux Professional, che immagina la cucina spaziale a partire dalla propria esperienza nella realizzazione di cucine in ambienti estremi, come il Polo Nord, e nelle tecnologie di controllo e manutenzione da remoto, per arrivare a una cucina capace di operare in microgravità. È previsto inoltre un incontro sul cibo come micro-architettura curato da Barilla e Artisia, protagoniste dello Space Cocktail in cui proporranno ai visitatori l’assaggio del loro Spaghetto 3D, già vincitore del Compasso d’Oro. Il filo che lega gli appuntamenti è il trasferimento tecnologico tra spazio e industrie terrestri.
“Chi ha vissuto una missione sa che lo spazio mette alla prova prima di tutto le persone, non solo i mezzi. Restare in salute, allenarsi e nutrirsi in modo corretto lontano dalla Terra richiede soluzioni che nascono dal lavoro di aziende e centri di ricerca molto avanzati e diversi tra loro. La Casa dell’Astronauta racconta anche questo passaggio e mostra come le tecnologie sviluppate nello spazio possano migliorare la vita sulla terra”, dichiara Walter Villadei, Colonnello dell’Aeronautica Militare, astronauta e ambassador di Bex.
“Abbiamo pensato la Casa dell’Astronauta come un percorso che il visitatore vive in prima persona. Ogni area parte da un bisogno reale della permanenza in orbita, dalla salute al cibo fino ai materiali, e lo riporta alle stesse domande che imprese e centri di ricerca si pongono sulla Terra. Il taglio dimostrativo ci permette di far vedere soluzioni che già esistono e che spesso nascono in un mondo per rispondere a un’esigenza dell’altro. Da qui vogliamo far nascere conoscenza e approfondimento, perché è nell’incontro tra spazio e industria terrestre che Bex trova il suo senso”, dichiara Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della Divisione Green & Technology di Ieg.
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