Benzina alle stelle, nel dicembre del ‘73 tutti a piedi

BOLZANO. Benzina sopra i 2 euro al litro. Ci siamo? No, non ancora. Il 2 dicembre 1973 è la data della prima domenica italiana e bolzanina di “Austerity”. Si applicarono quel giorno i provvedimenti scaturiti dalla riunione del Consiglio dei ministri del 22 novembre per fronteggiare l’emergenza energetica dovuta alla riduzione della produzione di petrolio e all’embargo deciso dai governi arabi nei confronti degli stati filo-israeliani come ritorsione alla guerra del Kippur.
«Cosa penso? Che l’ultima cosa che servirebbe è tornare alle domeniche senz’auto» dice Giovanni Salghetti. Sindaco di Bolzano per due mandati.
Ma l’evocazione corre sulle simmetrie: il 2 dicembre del 1973, con l’Italia per la prima volta a piedi – Mariano Rumor, che presiedeva il Governo, aveva visto l’Egitto chiudere il canale e invadere il Sinai, con Israele che per la prima volta rinculava, e deciso, che “non ci possiamo permettere di pagare questo prezzo del petrolio a lungo, quindi, cari concittadini, fermate le macchine”.
Dalla guerra del Kippur di ieri a quella con l’Iran di oggi con lo stretto di Hormuz, il passo non sembra breve ma potrebbe diventarlo, tra tagli alle accise da prorogare e ipotesi di tassare gli extra profitti dei petrolieri, come dire una patrimoniale a misura di sceicco. Unici possibili rimedi, pare.
«Che ho fatto, quel giorno? Mi sono messa i pattini ai piedi»: Antonella Bellutti era una ragazzina allora ma ancora si vede, in casa, a calzarli, sotto gli occhi preoccupati dei suoi. Quando si riparla di domeniche senz’auto la mente corre a quell’Italia in bici ma lei, la pluricampionessa di ogni sport su due ruote o quattro lame del bob, ancora non ci saliva: «Ci ho pensato un po’ dopo – ricorda adesso – ma quello che dico è che quei giorni mi sembravano una festa». Facendo cose dell’altro mondo, come andarsene sui pattini in mezzo alla strada senza paura: «Servivano? Non so. Quello che presumo è che furono educative, quelle domeniche. E pure oggi lo sarebbero e non solo per l’inquinamento».
«Oggi è un altro mondo»: Giorgio Holzmann aveva poco più di 16 anni quando si decise di dare il via alle domeniche a piedi. «La guerra di adesso? Non è il Kippur, quella era vera e dura, oggi sembra che si faccia molto a parole e proclami». Dunque, che faceva in quel 1973? «La prima cosa che mi stupì è vedere i cavalli che trainavano le carrozze, con la gente felice a bordo». Una epifania in anticipo sul green. «Stavo a Udine ma mi dicevano che Bolzano era lo stesso. Strade piene di gente anche in bici. Solo che – spiega l’ex parlamentare di An e del centrodestra – una volta va bene, due meno, tre stufano». Vuol significare che, probabilmente, non ci sono più le condizioni psicologiche per riproporre “erga omnes” quei provvedimenti.
«Quello che serve dire è che sembravano grida manzoniane – commenta ancora Salghetti – dove bastava svegliarsi prima dell’ora stabilita per usare tranquillamente l’auto. A Bolzano si è abituati ad andare in montagna: chi voleva, lo faceva lo stesso».
Per l’ex sindaco quello schema oggi sarebbe improponibile. «Io, quel giorno? Mi sono messo a camminare e ho fatto le passeggiate del Talvera. Ma vedevo le macchine che sfilavano lungo via Fago, il corridoio aperto. Nel 2026 non chiuderei tutto ma solo il centro storico – propone – ma andiamoci piano».
E la nostalgia? «Quella non è per la domenica senz’auto in se ma per la sensazione che, allora, tutto scorresse piano. Il tempo era più lento», osserva Nadia Mazzardis. Che aggiunge: «Ora sarebbe drammatico, con la fretta che non ci molla mai». L’esponente Pd e impegnata nelle Pari opportunità ricorda le sue domeniche prima del blocco: «I miei facevano vacanze lunghe lunghe, non a spizzichi come in questi anni. E la domenica le mete erano Monticolo o, al massimo, un giro sulle passeggiate a Merano». Spiega: «Fermarsi la domenica con l’auto in garage non cambiava molto le cose, la gente non usava la macchina con la frenesia che invece oggi ci tocca tutti». E fu proprio quell’iniziativa che costrinse gli italiani a piedi o in bici, innescò l’abbrivio di una sensibilità ecologica che proseguì anche dopo la fine del conflitto. «L’epoca dell’energia abbondante a basso costo è tramontata», disse quella sera Rumor, allora alla guida di un governo a trazione Dc, Psi, Psdi e Pli. Dopo 50 anni sembriamo cicatrizzati ai costi. Ma non è detto.
«Io avevo una Graziella – sorride a sua volta Davide Brancalion – e mi sono messo a pedalare con quelle due mini ruote».
Lui adesso è il guru delle auto storiche altoatesine e no. Vive in e per le macchine. «E poi? Sono andato a pattinare. Era dicembre e c’era il ghiaccio attivo – ricorda – e poi al bar. Erano pieni». Ma la benzina oggi? «Attenti. In Alto Adige l’ho vista ben oltre i due euro ma al Garda era ed è adesso sui 1,9. Dovremmo da noi, darci una regolata in proprio…».
P.CA.
Source link




