il governo invita i cittadini a prepararsi ad un attacco russo. Cosa è successo
Il governo britannico ha avviato una campagna, attraverso un libretto informativo, per invitare i cittadini a predisporre scorte d’acqua e cibo e a rafforzare la propria resilienza domestica, considerata una precauzione necessaria di fronte a quella che i servizi segreti definiscono una minaccia russa che sarebbe diventata possibile, e bisogna pensare al “quando” non al “se”.
L’iniziativa, che sarà diffusa anche attraverso i canali social, nasce dall’allerta dell’intelligence e dalla valutazione politica degli ultimi sviluppi diplomatici tra Londra e Mosca.
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Al centro della strategia c’è la volontà di preparare la popolazione a emergenze di vario tipo: dagli eventi climatici estremi a possibili attacchi informatici o azioni più dirette.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Mosca aveva sperato in un atteggiamento più conciliante da parte del nuovo primo ministro Andy Burnham. Il premier ha però confermato il suo sostegno all’Ucraina e, nel corso delle celebrazioni per i 35 anni dell’indipendenza ucraina, ha accusato la Russia di aver «appiccato il fuoco» iniziando il conflitto.
La tensione diplomatico-militare è stata alimentata anche dalle parole del ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, che ha definito l’offerta britannica a Kiev per facilitare la produzione indipendente dei missili da crociera Scalp-Storm Shadow come «una partecipazione alla guerra, con tutte le sue conseguenze». Il riferimento ha contribuito ad alzare il livello di attenzione dei servizi di sicurezza.
Gli 007 britannici avvertono che le ritorsioni sono una questione di tempo. Nei rapporti dell’intelligence si segnala inoltre che la Russia tenta quotidianamente di penetrare infrastrutture critiche del Paese, un rischio che riguarda tanto il versante digitale quanto quello fisico.
Aumentano anche i timori per la vulnerabilità del sistema energetico. La scorsa settimana è emerso che alcuni hacker erano riusciti a infiltrare la gestione di una centrale elettrica del Regno Unito, episodio che ha messo in luce punti deboli nelle reti e nei processi di supervisione. Intervistato dal Financial Times, il professore di economia di Oxford Dieter Helm ha indicato una serie di obiettivi particolarmente esposti, dalle installazioni eoliche offshore vicino ad Aberdeen al gasdotto sottomarino che collega Norvegia e Inghilterra.
In questo quadro, Downing Street ha avviato la revisione del cosiddetto “war book”, il manuale operativo che stabilisce le procedure di protezione del Paese in caso di aggressione. L’aggiornamento mira a coordinare risposte su più fronti e a chiarire ruoli e responsabilità tra ministeri e agenzie coinvolte.
La campagna informativa punta anche a suggerire misure pratiche che i cittadini possono adottare per ridurre la propria esposizione alle emergenze. Gli esempi fatti circolare finora sono basilari ma concreti: forniture di acqua, scorte di cibo a lunga conservazione e consapevolezza sulle modalità di protezione digitale per mitigare il rischio di interruzioni nei servizi essenziali.
Il messaggio delle autorità è dunque duplice: rafforzare le difese istituzionali e al tempo stesso promuovere una cultura della preparazione civile, in modo che famiglie e comunità siano più resilienti davanti a scenari di crisi.
Un portavoce di Downing Street ha sottolineato che la sicurezza nazionale resta una priorità e che Londra intende in questo momento sensibilizzare i cittadini sulle misure pratiche per prepararsi e proteggersi da varie minacce.
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