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Borse di studio in Lombardia, stanziati 114 milioni: importi adeguati all’inflazione e più risorse per gli studenti. Le novità

La regione Lombardia ha approvato un piano di investimenti da 114 milioni di euro per assicurare le borse di studio universitarie per l’anno accademico 2026/2027.

Il provvedimento, proposto dall’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, punta ad allargare la platea dei beneficiari rispetto ai circa 31.000 studenti dell’anno precedente, aumentando il sostegno a chi vive in condizioni economiche più difficili.

L’assessore ha spiegato che il costo della vita, degli affitti e degli studi rappresenta un peso crescente per le famiglie. Per questa ragione, la Regione ha deciso di aumentare le risorse e le soglie di accesso, affinché nessun ragazzo sia costretto a rinunciare al percorso universitario per motivi puramente economici.

Più risorse e soglie d’accesso più alte con l’adeguamento all’inflazione

La nuova delibera prevede un aumento dell’1,4 per cento sia per gli importi delle borse di studio sia per i limiti di reddito, seguendo l’andamento dell’inflazione certificata dall’Istat. Grazie a questo adeguamento, le nuove soglie massime per presentare la domanda salgono a un ISEE di 26.887,93 euro e a un ISPE di 58.452,06 euro.

Gli aiuti economici sono distribuiti in base alla fascia di reddito familiare e alla distanza geografica dello studente dalla sede del corso:

  • Studenti fuori sede (chi impiega più di 90 minuti di viaggio): l’importo di riferimento per la seconda fascia sale a 172 euro;
  • Studenti pendolari (con tempi di viaggio compresi tra 60 e 90 minuti): il contributo per la seconda fascia sale a 191 euro;
  • Studenti in sede (residenti vicino alla sede o con meno di 60 minuti di viaggio): la quota per la seconda fascia è di 991 euro;

Questi valori complessivi comprendono sia la quota in denaro sia il servizio di ristorazione gratuita.

Maggiorazioni speciali per disabilità, studentesse STEM e merito

Il piano regionale riserva un’attenzione particolare alle situazioni di maggiore fragilità e alle categorie specifiche, introducendo incrementi percentuali sul valore della borsa di studio:

  • Studenti con disabilità: è previsto un aumento del contributo fino a un massimo del 40 per cento per favorire l’acquisto di protesi, supporti e strumenti che facilitino lo studio.
  • Difficoltà economiche elevate: per gli studenti con un ISEE inferiore alla metà del limite massimo è stabilita una maggiorazione del 15 per cento;
  • Studentesse iscritte alle materie STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica): l’importo è incrementato del 20 per cento, una quota non cumulabile con la maggiorazione per basso reddito;
  • Iscrizione contemporanea a più corsi: gli studenti che frequentano contemporaneamente due percorsi di studio e mantengono i requisiti di merito ottengono un aumento del 20 per cento;
  • Premio di laurea: chi termina gli studi entro i tempi stabiliti dal proprio corso riceve un’integrazione pari alla metà della borsa ottenuta nell’ultimo anno.

Corsi online e la gestione del “semestre filtro” per Medicina

La delibera introduce anche una novità sperimentale per gli studenti iscritti a corsi universitari svolti prevalentemente a distanza, ossia per oltre la metà delle ore complessive. In presenza dei requisiti di reddito e di merito, questi studenti possono ricevere una borsa di studio onnicomprensiva di 500 euro.

Un capitolo specifico regola invece l’accesso ai servizi per le matricole dei corsi a ciclo unico in Medicina e chirurgia, Odontoiatria e Medicina veterinaria delle università statali, soggetti alla riforma nazionale dell’accesso libero. Gli studenti iscritti al cosiddetto “semestre filtro” possono accedere fin da subito ai servizi di alloggio e ristorazione, ma l’erogazione in denaro della borsa di studio resta sospesa fino all’effettiva immatricolazione al secondo semestre.

La provenienza dei fondi e l’impegno per il futuro

I 114 milioni di euro necessari a finanziare il piano minimo per l’anno accademico 2026/2027 sono composti da diverse fonti di finanziamento:

  • 74 milioni di euro a carico del bilancio di Regione Lombardia, di cui 24 milioni di risorse autonome e 50 milioni derivanti dal gettito della tassa regionale per il diritto allo studio;
  • 40 milioni di euro provenienti dalla quota del Fondo Integrativo Statale (FIS) erogato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

L’assessore Alessandro Fermi ha espresso l’intenzione di consolidare questo sistema, utilizzando anche i fondi del Fondo Sociale Europeo, per rispondere alla crescita costante delle domande ed eliminare in modo definitivo la figura dello studente idoneo ma non beneficiario di borsa.


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