Puglia

Date tutto ciò che avete

“È bello per il Barletta, perché è tornato in una categoria che gli compete, e spero che fra qualche anno possa arrivare anche in Serie B. Mi dispiace invece per il Bari, che si ritrova in Serie C: sono un po’ tifoso anche del Bari”. Guido Angelozzi parla con il cuore all’AGI alla vigilia del derby che venerdì sera, alle 21, riporterà di fronte al “Cosimo Puttilli” Barletta e Bari, nella seconda giornata del girone C di Serie C. Oggi direttore sportivo dello Spezia, Angelozzi è un doppio ex e questa sfida, per lui, non è una partita come le altre. Con il Barletta ha giocato per tre stagioni, dal 1982 al 1985, vivendo gli anni della giovinezza e della carriera da calciatore. A Bari, invece, è stato direttore sportivo dal 2010 al 2014. Due esperienze diverse, ma entrambe rimaste profondamente dentro di lui. “Mi fa ricordare la mia giovinezza – racconta -. È una partita che abbiamo giocato anche noi ed è bello ritrovare le due squadre nuovamente nella stessa categoria. Del Barletta conservo un bel ricordo e ho ancora tanti amici in città. Spero che sia una bella partita, un derby che possa unire le due realtà”. Di quegli anni in campo resta anche il ricordo dei compagni. Andrea Telesio, suo ex compagno, lo ha descritto proprio poche settimane fa come un “leader silenzioso”, grintoso e capace già allora di farsi rispettare nello spogliatoio. Il legame con entrambe le piazze è forte, anche se Angelozzi ne riconosce le differenze.

“Bari è una grande piazza, una metropoli. Parliamo di due realtà completamente diverse. Bari, considerando anche tutto il suo territorio, rappresenta più di un milione di abitanti. È una città che dovrebbe fare la Serie A, dovrebbe giocare le coppe: la considero una delle città più importanti d’Italia”. Parole che raccontano l’affetto, ma anche la convinzione che il capoluogo pugliese abbia una dimensione e un potenziale ancora più grandi. Barletta, invece, resta legata soprattutto ai ricordi personali e a una città che Angelozzi ha visto crescere. “Quando c’ero io era una città industriale, c’erano tante aziende ed era una realtà che cercava di emergere e stava crescendo. Penso che abbia ancora tanto spazio per crescere”. È un ricordo vivo, fatto di persone, amicizie e di un ambiente nel quale, ancora oggi, sente di avere lasciato una parte di sé. Dal derby lo sguardo si allarga poi al calcio italiano, alle sue difficoltà e alla necessità di ripartire dalle fondamenta. “Il calcio deve ripartire dalle piccole società e dai vivai, dove bisogna mettere in mostra i giovani calciatori. Possono rappresentare un volano importante. Secondo me è stato un errore gravissimo aver abbandonato un po’ i settori giovanili”.

Per Angelozzi, il futuro passa dalla valorizzazione dei ragazzi e dalla capacità delle società di tornare a investire con coraggio e continuità. E proprio ai ragazzi del Barletta, prima di una partita così sentita, rivolgerebbe il messaggio più personale. Se venerdì, entrando al Puttilli, potesse parlare per un minuto al Guido Angelozzi che negli anni Ottanta indossava la maglia biancorossa, direbbe: “Questo è un giorno speciale, uno di quelli che non capitano facilmente. Siete fortunati a poter giocare questo derby, perché il Bari è il Bari. Dovete onorare la maglia e dare tutto quello che avete dentro per rimanere nella storia”.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »