Sicilia

La morte di Anna Rosa, dopo la denuncia dei genitori rinviata l’autopsia

L’autopsia sul corpo di Anna Rosa Bartolotta oggi non si farà e non è stata ancora fissata una nuova data. A confermarlo è l’avvocato campano Luigi Marrandino, che assiste Emanuele Bartolotta e Manuela Maggio, i genitori della bambina di 4 anni morta per difterite e indagati per omicidio colposo per non averla vaccinata. Uno slittamento che arriva proprio mentre la Procura sta valutando la denuncia presentata dalla coppia contro i sanitari che hanno avuto in cura la figlia nei giorni precedenti alla morte e che potrebbe portare a un allargamento dell’inchiesta.

Il perimetro dell’indagine si potrebbe allargare

Il rinvio potrebbe essere legato anche alla necessità di definire in anticipo il perimetro dell’indagine. Se dalle verifiche iniziali dovessero emergere possibili responsabilità della pediatra o dei medici che hanno seguito Anna Rosa durante l’evolversi della malattia, i magistrati potrebbero infatti procedere alla loro iscrizione nel registro degli indagati prima dell’esame autoptico. Si tratta di un atto irripetibile e ciascuno avrebbe così la possibilità di nominare un proprio consulente e partecipare alle operazioni medico-legali. Ed è proprio sulla gestione sanitaria della piccola che si concentra la denuncia-querela presentata attraverso l’avvocato Marrandino, relativa alle cure ricevute da Anna Rosa «tra il 13 e il 19 agosto al Cervello, all’ospedale dei Bambini e al Civico», sostiene il legale in una nota.

«Diagnosticate patologie errate ad Anna Rosa», parla l’avvocato dei genitori

Secondo la ricostruzione «ad Anna Rosa sarebbero state diagnosticate patologie errate da parte dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Cervello in seguito alle quali la bambina avrebbe subito cure mediche inadeguate e interventi chirurgici invasivi, che avrebbero finito per peggiorare le già gravi condizioni di salute della bambina, causando la morte della piccola». La documentazione clinica è già stata sequestrata dalla polizia del commissariato Porta Nuova ed è al vaglio degli inquirenti.

«Si resta ora in attesa del conferimento incarico che si svolgerà negli uffici della Procura – si legge ancora nel comunicato del difensore della famiglia – finalizzato all’espletamento dell’autopsia sulla salma di Anna Rosa, necessario per stabilire non solo le cause della morte ma soprattutto l’eventuale responsabilità dei medici e del personale medico coinvolti nella vicenda».

 

L’articolo completo di Fabio Geraci nell’edizione cartacea e in quella digitale


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