Marche

c’è il succiacapre da tutelare. Stop lavori al camping, in arrivo l’ennesimo ricorso

ANCONA Appena partiti e già fermi. Sono in stallo i lavori al campeggio “Il Conero” di Portonovo. Questa volta non c’è nessun iter giudiziario in corso che impedisce la presenza di operai e addetti vari di lavorare. A fermare le ruspe è la presenza del succiacapre, un uccello notturno protetto che si nutre prevalentemente di insetti. Il volatile, dalla caratteristica testa importante e con il becco molto largo, abilissimo nel catturare la preda in volo e dal piumaggio grigiastro con varie striature più chiare e più scure, nidifica proprio in questo periodo.

 Le prescrizioni

La sua salvaguardia rientra nelle prescrizioni che il Parco del Conero ha dato nell’ambito della procedura del Paur, il provvedimento autorizzatorio unico regionale, per far riprendere i lavori nel campeggio dopo una chiusura durata 16 anni (aperto nel 2008 era stato fatto chiudere nel 2010 per abusi edilizi). Dopo le battaglie legali, infatti, il camping che si affaccia sopra la spiaggia libera ex Ramona potrà riaprire per la prossima estate. Il 24 giugno scorso è arrivato il Paur, che completa in teoria il pacchetto di permessi, compresa la valutazione di impatto ambientale postuma (la Via), alla sua riapertura. Un atto amministrativo che ha messo d’accordo enti e Parco del Conero.

Le regole

Con il Paur si era insediato il cantiere che servirà a ripristinare le piazzole di sosta per tende, caravan e roulotte. Il Parco del Conero, nella determinazione direttoriale di marzo scorso, ha dato il via libera ma con regole ambientali rigide. Ha subordinato il nullaosta a 23 prescrizioni finalizzate a tutelare gli habitat e specie protette della rete Natura 2000, tra cui il succiacapre, i pipistrelli e le praterie con orchidee spontanee presenti nell’area. Tra le principali misure previste figurano una zona di rispetto non accessibile accanto al bosco, limitazioni all’illuminazione notturna, divieto di fiamme libere e amplificatori, controlli sul numero di presenze, monitoraggi ambientali per 5 anni e interventi specifici per la protezione della fauna selvatica. L’autorizzazione è valida fino al 2030, poi sarà necessaria una nuova valutazione ambientale. La specie nidifica a terra, ed è presente a 80 metri dal campeggio. Il documento ribadisce più volte che il periodo critico per il succiacapre coincide con la stagione riproduttiva tra maggio e agosto e che il disturbo antropico può compromettere nidificazione e alimentazione.

Il Tar

Un’altra tegola potrebbe arrivare sul camping. Andrea Fabi, proprietario di una casa nella zona vicina al campeggio, compresa una strada di uscita che deve lasciare come servitù di passaggio ai campeggiatori, sta preparando con l’avvocato Claudia Cardenà il ricorso al Tar contro il Paur: lo presenterà entro il 23 settembre. Verterà principalmente sulla Via postuma ritenuta illegittima.




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