Umbria

‘Beethoven al Chiaro di Luna’ per il Festival delle Nazioni: concerto inaugurale con Ramin Bahrami

Conto alla rovescia per la 59ª edizione del Festival delle Nazioni, che si apre giovedì 27 agosto con il pianista Ramin Bahrami, artista in residenza, e il suo concerto Beethoven al Chiaro di Luna, alle 21 nella Chiesa di San Domenico a Città di Castello, in un programma che omaggia la grande civiltà tedesca e cento anni di musica pianistica, nei suoi tratti maggiormente distintivi, ma anche nella sua capacità di assorbire influenze da oriente e da occidente, dal resto dell’Europa come da culture lontane. Bahrami eseguirà brani di Johann Sebastian Bach, di cui è considerato uno dei più grandi interpreti, Ludwig van Beethoven, Wolfgang Amadeus Mozart e Robert Schumann.

Il viaggio musicale parte, dunque, con Bach e il Concerto nach italienischem Gusto (Concerto nello stile italiano), un omaggio allo stile concertante italiano con i suoi tre movimenti, Allegro, Andante e Presto; al centro arriva poi il brano di Ludwig van Beethoven con la celebre Sonata n. 14 ‘Al Chiaro di Luna’, che va dalla sospensione dell’Adagio sostenuto al grazioso Allegretto fino al travolgente Presto agitato, come in un percorso che dalla quiete notturna porta alla tempesta, per poi tornare a Bach e al suo giovanile Capriccio ‘Sopra la lontananza del fratello dilettissimo’, racconto affettuoso e teatrale di un addio. Nella seconda parte del concerto arriva la drammatica Fantasia in re minore di Wolfgang Amadeus Mozart e a chiudere le Scene infantili (Kinderszenen) di Robert Schumann, tredici miniature dedicate all’infanzia e alla memoria. Da Genti e paesi lontani (Von fremden Ländern und Menschen) a Sogno (Träumerei), fino a Parla il poeta (Der Dichter spricht), è un percorso di ricordi, giochi, paure e sogni raccontato con delicatezza e profondità. Un concerto che mette in luce tutta la versatilità di Bahrami: la chiarezza contrappuntistica in Bach, la forza drammatica in Beethoven, la cantabilità in Mozart e l’intimismo poetico in Schumann.

Tornando al programma, venerdì 28 agosto ci sarà il concerto dei finalisti del concorso nazionale Alberto Burri, giunto alla nona edizione, alle 18.30 al Complesso di San Domenico. Organizzato in collaborazione con Regione Umbria, Comune di Città di Castello e Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, il concorso è nato con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto ai giovani musicisti che intraprendono la carriera concertistica in formazione cameristica. La competizione si svolge in due fasi: la prima selezione, il 27 agosto a porte chiuse, nella quale 13 ensemble si esibiscono davanti a una giuria composta da musicisti e critici musicali di chiara fama e la seconda, il 28 agosto, aperta al pubblico, con i finalisti protagonisti di un vero e proprio momento concertistico. Ai vincitori viene assegnato un riconoscimento economico pari a cinquemila euro (con il sostegno di Rotary Club di Città di Castello, Claudio Tomassucci, Maria Grazia Mignini, Anna Casilli e Mirella Bianconi), metà del quale sarà consegnato a conclusione della premiazione e l’altra metà in veste di compenso per un concerto programmato nella successiva edizione del concorso.

Sempre il 28 agosto, l’Auditorium Mascagni di Anghiari ospita ‘Enoch Arden’, melologo per voce e pianoforte (op. 38, musica di Richard Strauss, testo di Alfred Tennyson, traduzione e riduzione di Bruno Cagli) che vedrà protagonisti Caterina Casini (voce recitante) e Marco Scolastra (pianoforte), in una coproduzione del Festival delle Nazioni e Associazione culturale Laboratori permanenti. Composto da Richard Strauss nel 1897, a Monaco, il melologo Enoch Arden si ispira al poema di Alfred Lord Tennyson del 1864, poi tradotto in tedesco dallo stesso Strauss.

“Il testo di Tennyson – ha spiegato Caterina Casini – riprende vari elementi dalle letterature greca e latina: nella vicenda del marinaio che ritorna al suo focolare dopo lunga assenza trovandosi ad affrontare drammatici ed ineluttabili cambiamenti nella propria vita, centrale è il tema del destino. Enoch Arden fu eseguito per la prima volta a Monaco con lo stesso Strauss al pianoforte e l’attore Ernst von Possart come narratore. È considerata un’opera che combina magistralmente il testo poetico e la musica, con un impianto tonale considerato ‘felicemente indovinato’ ”.

“Ho scoperto ed amato il melologo Enoch Arden grazie ad Elio Pandolfi – ha dichiarato Marco Scolastra –, immenso e poliedrico attore con cui ho avuto il privilegio di lavorare per 18 anni. Un amico e un maestro d’arte e di vita. Lo abbiamo eseguito molte volte, anche in diretta per i ‘Concerti del Quirinale’, ed ogni volta si commuoveva profondamente. Diceva che è un racconto emozionante, struggente, di una delicatezza di sentimenti di purificazione che acquieta l’anima. Chi lo leggerà o lo ascolterà, si renderà conto del valore di questa tenera storia d’amore e di mare. Per di più con la musica di Richard Strauss, colma di commovente saviezza. Elio è mancato nel 2021, a 95 anni. Gli dedico questa esecuzione con gratitudine ed affetto”.

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