Decreto PA, Anief annuncia: “Presenteremo due emendamenti per mobilità intercompartimentale e riscatto gratuito della laurea”

Con l’estate ancora in corso, ma con lo sguardo già rivolto alla ripresa parlamentare di settembre, ANIEF si prepara a presentare due emendamenti chiave al Decreto Legge PA (DL n. 144 del 2026), pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 agosto ed entrato in vigore l’8 agosto.
Il provvedimento, che ha già fatto discutere per la norma sulle ferie dei lavoratori precari (ora obbligatoriamente fruite o liquidate), diventa per il sindacato autonomo il banco di prova per rilanciare due battaglie storiche: la mobilità intercompartimentale e il riscatto gratuito della laurea ai fini pensionistici.
Due richieste per sanare un “carattere discriminatorio”
Il primo emendamento punta ad aprire la mobilità intercompartimentale anche al personale della scuola. Oggi, un insegnante o un lavoratore ATA che desideri trasferirsi in un’altra amministrazione pubblica (come un comune, una regione o un ente previdenziale) si scontra con barriere normative che di fatto limitano questa possibilità, riservandola ad altre categorie di dipendenti pubblici.
Il secondo emendamento, forse ancora più atteso, riguarda il riscatto gratuito della laurea per il comparto Istruzione e Ricerca. ANIEF chiede che anche docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario possano beneficiare del riconoscimento degli anni di studio universitari ai fini del calcolo della pensione senza oneri a proprio carico, esattamente come già avviene per gli ufficiali dell’Esercito italiano. Un meccanismo che consentirebbe, di fatto, di anticipare l’uscita dal lavoro senza decurtazioni sull’assegno previdenziale.
Pacifico: “Un diritto, non una concessione”
A illustrare le motivazioni è il presidente nazionale di ANIEF, Marcello Pacifico, che non usa giri di parole: “Rimaniamo convinti che il personale scolastico debba avere diritto a beneficiare degli stessi diritti di altri dipendenti pubblici. Oggi, purtroppo, prevale un carattere discriminante che penalizza sempre chi opera negli istituti scolastici”.
Pacifico sottolinea la specificità della professione docente e dell’impiego negli uffici scolastici: “Si tratta di lavoratori che operano in un contesto complesso, con energie e forza di volontà che, con il passare degli anni e dei decenni, sono destinate ad assottigliarsi. I dati parlano chiaro: l’alta percentuale di disturbi e patologie correlate allo stress e al burnout è una conseguenza diretta di questo stato perdurante”.
Per il leader sindacale, la mobilità verso altri comparti rappresenta una valvola di sfogo per chi, esausto, non riesce più a proseguire nella scuola. Parallelamente, il riscatto gratuito della laurea offrirebbe una via d’uscita dignitosa verso i 60 anni, consentendo di andare in pensione in anticipo e senza penalizzazioni economiche, come già accade per gli ufficiali dell’Esercito.
Equità versus frammentazione
Il ragionamento di ANIEF si fonda su un principio di equità orizzontale: se un diritto esiste per una parte del pubblico impiego, deve essere esteso a tutti i settori, a parità di condizioni. Pacifico conclude con un appello chiaro: “Si tratta di diritti, non concessioni, che già esistono per altri dipendenti pubblici. Adesso è arrivato il momento che queste possibilità vengano date anche a chi si impegna ogni giorno per la crescita corretta e la formazione delle nuove generazioni”.
L’appuntamento è per settembre, quando il Parlamento tornerà in aula e il DL PA sarà al centro dell’esame per la conversione in legge.
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