Emilia Romagna

Il post contro i volontari di Persiceto, con Auschwitz e il richiamo all’olio di ricino


“Aspettate ancora un po’, poi vi diamo noi l’olio per condire la pastasciutta antifascista”. È il commento apparso sui social sotto un post dedicato alle volontarie e ai volontari della Festa di Borgata Città, a San Giovanni in Persiceto. 

A denunciare pubblicamente l’episodio sono stati gli organizzatori della manifestazione: “Eravamo dubbiosi se pubblicare questo post, per non dare eccessiva visibilità a chi non la merita. Ma certe parole vanno dette e denunciate”.

A rendere il caso ancora più inquietante, secondo gli organizzatori, è l’immagine scelta dall’autore come copertina del proprio profilo: l’ingresso del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, sul quale compare la scritta “Arbeit macht frei”.

“Un lessico che credevamo sepolto”

La denuncia richiama l’attenzione sul ricorso, soprattutto sui social, a parole e simboli legati alle pagine più drammatiche della storia: “Lo abbiamo capito tutti, ormai: sono tempi difficili, in cui un lessico che credevamo sepolto viene sdoganato con inquietante disinvoltura – scrivono gli organizzatori – Riferimenti minacciosi all’olio di ricino, richiami a violenze che pensavamo relegate nell’angolo più buio della nostra storia, tornano a galla con una naturalezza che fa paura”.

“Questo poi è solo uno degli episodi – rimarcano – Ma i segnali sono tanti, e sui social gli atti di violenza verbale si moltiplicano ogni giorno in maniera preoccupante”.

“Auspichiamo che di fronte a chi evoca certi simboli, non ci siano distinguo di colore o appartenenza politica. E che si provi, tutte e tutti, a respingere questo modo rozzo e violento di intendere il dibattito politico”, si augurano. 

La risposta, spiegano, sarà continuare a promuovere partecipazione e condivisione attraverso il volontariato: “Comunità come la nostra, fatte di persone che si mettono a disposizione degli altri senza chiedere nulla in cambio, sono il più solido argine che la democrazia possa avere – e concludono – Ed è lì che continueremo a stare: insieme alle nostre volontarie e ai nostri volontari, a costruire momenti di condivisione. Senza paura. Senza indietreggiare di un passo”.


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