Marche

Tod’s punta sul secondo stabilimento ad Arquata del Tronto

ARQUATA Se Pescara del Tronto vuole davvero rinascere, non bastano i nuovi edifici. Servono lavoro, servizi, infrastrutture e soprattutto aziende capaci di riportare persone e prospettive in un territorio profondamente segnato dal terremoto. In questa direzione si inserisce il nuovo progetto annunciato da Diego Della Valle, tra i primi imprenditori a investire ad Arquata del Tronto dopo le tragiche scosse del 2016.

Il nuovo stabilimento

Della Valle ha manifestato l’altro ieri la volontà di realizzare un nuovo stabilimento proprio a Pescara del Tronto. «È vero – conferma il sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi –. Ha già individuato l’area, vicina all’attuale calzaturificio Tod’s, e sta reperendo il personale». È in corso la trattativa per l’acquisto del terreno e, al momento, non si registrano intoppi. La nuova fabbrica andrebbe ad affiancare quella già esistente, dove oggi lavorano 45 persone. Quello stabilimento è diventato uno dei simboli della ripartenza di Arquata. Moderno, completamente bianco e attrezzato, ha un’impronta quasi “american style” e, in piccolo, ricorda il quartier generale di Casette d’Ete, progettato dall’architetto Barbara Pistilli, moglie di Della Valle.

L’investimento fu di dieci milioni di euro e la struttura venne realizzata in appena un anno. Lo sbancamento del terreno iniziò il 26 giugno 2017. Poi la posa dei pilastri prefabbricati, a fine agosto i pavimenti industriali, a settembre i divisori interni, a novembre gli allestimenti e l’arrivo dei macchinari. A dicembre l’inaugurazione. Un cantiere condotto a ritmi serrati, con un obiettivo preciso: dare un segnale concreto di presenza e di fiducia in un territorio che rischiava di rimanere vuoto.

Nel complesso sonos tati assunti 45 operai, quasi tutti compresi nella fascia d’età tra i 21 e i 40 anni e, soprattutto, tutti della zona. Un aspetto particolarmente importante in un’area dove il terremoto ha accelerato lo spopolamento e reso ancora più difficile costruire un futuro per i giovani. «Non pensiamo soltanto ai guadagni e a tutto quello che vogliamo fare: pensiamo anche a come agevolare un po’ la vita di queste persone», ha detto lunedì Della Valle. Ora l’ipotesi di un secondo stabilimento potrebbe rappresentare un ulteriore tassello per la ricostruzione economica di Pescara del Tronto e di Arquata.

Ma perché un’azienda possa investire e crescere, non bastano i capannoni. Occorrono collegamenti efficienti, servizi e condizioni che rendano il territorio realmente accessibile. Ed è qui che emerge il grande nodo della Salaria. La strada che collega Ascoli ad Arquata versa in condizioni pessime e, nelle ore di punta, il tragitto può arrivare a circa un’ora a causa anche dei due semafori che regolano la circolazione nei tratti interessati dai lavori. A complicare il quadro c’è la galleria di Trisungo, la cui realizzazione è ferma per un contenzioso tra Anas e l’impresa appaltatrice.

La Salaria

«È difficile rinascere in queste condizioni – allarga le braccia il sindaco Franchi – Il problema è stato sottoposto anche a Della Valle e successivamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, affinché venga sollecitato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini». Un disagio che è stato sottolineato anche dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, durante l’omelia: «Pensavo di essere nel traffico del Grande raccordo anulare».

La sfida, dunque, è più ampia della ricostruzione materiale. Un paese può essere ricostruito pietra su pietra, ma senza lavoro, servizi e collegamenti rischia di restare un luogo nuovo senza abitanti. L’eventuale nuovo stabilimento di Della Valle dimostra che l’interesse degli imprenditori può esserci. Ora tocca alle istituzioni creare le condizioni perché quell’interesse possa trasformarsi in sviluppo duraturo.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »