Veneto

L’esperienza scolastica nella provincia di Padova “fotografata” in uno studio


Uno studio che considera la scuola nella sua interezza: l’offerta formativa dei 36 istituti del territorio, il numero e l’andamento della popolazione scolastica, le dinamiche demografiche della provincia e la situazione del patrimonio edilizio scolastico. Si tratta del “Piano di sviluppo strategico degli edifici scolastici provinciali”, una fotografia complessiva della situazione degli istituti superiori del territorio: per la prima volta, la Provincia di Padova ha commissionato un’analisi che riguarda non soltanto il “mondo scuola” in senso stretto.

 

Lo studio è stato elaborato da un’azienda specializzata ed è il risultato di un lavoro iniziato nell’ottobre del 2025 raccogliendo dati e informazioni direttamente dalle scuole del territorio e dai tavoli di confronto fra rappresentanti degli istituti, oltre che dagli uffici provinciali. 

 

«L’obiettivo di questo studio – commenta Stefano Agujari Stoppa, vice presidente vicario della Provincia di Padova – era anzitutto avere uno strumento di conoscenza basato su dati oggettivi, che esprimesse sia la situazione attuale, sia le evoluzioni attese nei prossimi anni su base statistica. Unendo i dati emersi dallo studio, le esigenze del territorio e le risorse effettivamente disponibili, la Provincia ha ottenuto la base sulla quale sarà possibile costruire una programmazione di breve, medio e lungo periodo e che potrà coinvolgere non soltanto il mondo della scuola ma anche tutta quella parte a esso complementare come possono essere i trasporti, i servizi e la gestione urbanistica».

 

Le scelte che ne deriveranno saranno dunque oggetto di programmazione futura: «Per sua natura, il Report non ha determinato alcuna decisione, neppure in merito ad accorpamenti tra istituti o a eventuali spostamenti che risulterebbero in ogni caso nelle competenze dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e non della Provincia di Padova», aggiunge Agujari Stoppa.

 

Un discorso analogo vale per la sezione del Report dedicata al patrimonio scolastico, ossia agli edifici. Anche in questo caso, l’obiettivo era di avere una fotografia aggiornata: capire cosa è stato fatto, quali interventi sono stati realizzati e quali modifiche hanno implicato nella situazione generale degli edifici, anche alla luce dei lavori realizzati negli ultimi due anni grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

 

«Su un punto è importante essere molto precisi – sottolinea il vicepresidente vicario -: nessuno degli edifici scolastici presenta situazioni tali da far prevedere rischi per l’incolumità delle persone. Gli interventi necessari come quelli legati, ad esempio, ai Certificati di Prevenzione Incendi, fanno parte del normale percorso di adeguamento degli edifici alle disposizioni di legge. La maggior parte dei plessi scolastici dispone già delle certificazioni previste e risultano presenti e valide; per altri sono in corso gli interventi necessari, individuati sulla base delle priorità».

 

Il Report sarà ufficialmente presentato sia ai dirigenti scolastici, sia ai sindaci dei Comuni del territorio presumibilmente nella seconda metà di settembre.

 

«Questo documento rappresenta uno strumento fondamentale per consentire un’analisi oggettiva a favore di corrette e concrete scelte di sviluppo – conclude Agujari Stoppa –, non svincolate dalle ultime scelte, molte delle quali hanno già concretezza. Solo per fare alcuni esempi fra i più recenti: è già stato avviato il concorso di progettazione per la realizzazione del nuovo istituto Marchesi in via Guido Reni all’Arcella; dal 1° settembre gli studenti dell’indirizzo professionale Odontotecnico dell’istituto Ruzza inizieranno le attività nella nuova sede di via Cave; è in fase di avvio la progettazione per il recupero della Ricci-Curbastro alla Guizza dove andrà il liceo delle Scienze Umane del Duca d’Aosta. Sono tutti interventi che si inseriscono all’interno della situazione provinciale e del Report che ora è a disposizione della nuova Amministrazione per sviluppare le prossime strategie».


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