Veneto

Cinque borseggiatrici fermate a Rialto, nello zainetto le ecografie per dire “Sono incinta”

La Polizia di Stato di Venezia ha bloccato cinque donne ritenute responsabili di tentativi di borseggio nel cuore turistico della città. L’intervento, effettuato il 24 agosto 2026 dal Commissariato San Marco, ha portato all’identificazione di tre maggiorenni e due minorenni nei pressi del ponte di Rialto.

Gli agenti hanno notato il gruppo aggirarsi con atteggiamento sospetto in Campo San Bartolomeo, concentrandosi su zaini e borse di visitatori. Il loro comportamento ha indotto gli operatori a intervenire prima che potessero mettere a segno furti, spiegano fonti della Questura.

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Tutte e cinque le donne risultano già con precedenti specifici per reati contro il patrimonio. Dopo il fermo sul posto sono state accompagnate in Questura per le operazioni di identificazione e per gli accertamenti sulle rispettive posizioni.

Tra le tre maggiorenni è emerso un elemento che ha attirato l’attenzione: avevano con sé ecografie che documentavano lo stato di gravidanza.

Allo stesso tempo, però, due di queste donne erano soggette a un Foglio di Via Obbligatorio dal Comune di Venezia e sono state denunciate per non averne rispettato le prescrizioni.

La terza maggiorenne, a sua volta gravata da analogo provvedimento, era invece rientrata nella città dopo la scadenza del divieto, avvenuta il 6 agosto. La Divisione Anticrimine della Questura ha annunciato l’intenzione di procedere al rinnovo della misura personale.


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Per quanto riguarda le due ragazze minorenni, gli agenti hanno prima verificato la loro età e poi provveduto al trasferimento in strutture dedicate, dove saranno seguite secondo le procedure previste dalla normativa minorile. Le autorità precisano che i provvedimenti a loro carico sono stati adottati con le cautele richieste dall’età delle interessate.

Il contrasto al fenomeno dei borseggi nel centro storico lagunare resta una priorità per le forze dell’ordine, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate dai turisti. L’episodio di ieri si inserisce in un quadro di attenzione crescente da parte delle autorità, che negli ultimi mesi hanno intensificato i servizi di prevenzione e controllo.

La questione torna all’attenzione dopo “operazioni non istituzionali” che hanno fatto discutere, come il caso dello youtuber Dje Media che ha tentato di rendere riconoscibili alcuni gruppi di borseggiatori mediante l’uso di vernice rossa lavabile.

Invece, sul fronte del contrasto istituzionale a questo antipatico fenomeno, lo scorso novembre i carabinieri avevano effettuato una maxi operazione che aveva portato all’emissione di 23 misure cautelari connesse a una rete di furti tra loro collegati.


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