Lazio

Il Pd rilancia il fantasma della patrimoniale. Schlein apre e pure Bonaccini si accoda – Il Tempo


Christian Campigli

C’è un fantasma che aleggia sul Campo Largo. Si scrive patrimoniale, si legge ennesima stangata ai danni degli Italiani onesti. Una tassa che, qualora il centrosinistra dovesse vincere le elezioni, verrebbe certamente applicata. L’ennesima dimostrazione che, quando si tratta di mettere le mani in tasca ai cittadini la rive gauche della politica italiana è imbattibile, giunge da un’intervista concessa da Elly Schlein, al quotidiano Milano Finanza.

Alla domanda se la patrimoniale entrerà nel programma della coalizione, il segretario del Partito Democratico ha risposto in modo vago. Riproponendo in maniera sublime la supercazzola resa immortale da Ugo Tognazzi in Amici Miei.

 

«A settembre discuteremo di tutto il programma con gli alleati, anche della questione fiscale. Ma non partiamo da zero, insieme abbiamo già proposto il salario minimo e il congedo paritario, abbiamo già proposte comuni su istruzione e politiche industriali, trasporto e sicurezza».

In realtà, la donna dai tre passaporti aveva messo nero su bianco, nel suo ultimo sforzo letterario, «La nostra parte», che tassare patrimoni superiori ai cinquecento mila euro non poteva essere un tabù per un moderno movimento di sinistra. Ora che le urne si avvicinano (aprile, con ogni probabilità), i sondaggi evidenziano come i cittadini abbiamo paura di una nuova batosta, i saggi soloni del Nazareno invitano alla prudenza. Un viatico, quello dell’aggrovigliamento verbale, finalizzato a non allarmare gli italiani, che viene seguito in modo esemplare dal palco della Versiliana anche dall’europarlamentare dem, Stefano Bonaccini. L’ex governatore dell’Emilia Romagna ha avuto la brillante idea di cambiarle nome. «Il governo in questi quattro anni non ha fatto altro che aumentare le tasse, dopo aver promesso in campagna elettorale di abbassarle. Attraverso i fondi europei,quando sono stato presidente di Regione, abbiamo reso gratuiti gli asili nido per i comuni interni dell’Emilia Romagna e siamo l’unica regione che così sta contrastando lo spopolamento di quei territori. Quel 5% sottoscritto da Meloni per le spese in difesa lo dimezziamo e lo investiamo in sanità pubblica. Non parliamo di patrimoniale, ma si può pensare al fatto che chi è più ricco partecipi di più».

 

Sul tema è intervenuta anche Ilaria Salis. La donna che occupava le case (altrui) ha pubblicato ieri mattina un post che ha il pregio di non essere certo ambiguo. «Quale è il principale problema del campo progressista in Italia quando si tratta di combattere le disuguaglianze? Gli eccessi del woke? Oppure non riuscire a sostenere nemmeno una timida patrimoniale? Coraggio». Partiamo da due principi impossibili da contestare. Il primo riguarda la ferrea volontà della sinistra di bastonare chi ha avuto la fortuna di emergere nel lavoro e guadagnare un filo più della media. Sia chiaro, non stiamo parlando di paperoni e nababbi, visto che una casa in una metropoli italiana (Roma, Milano o Firenze che sia) supera serenamente le cinquecento mila euro tracciate come linea di confine proprio da Elly Schlein. Ma vi è un secondo aspetto da non sottovalutare. Ovvero che in Italia, oggi, esistono già ben undici patrimoniali nascoste. In grado di prelevare denaro senza sosta. La più devastante è ovviamente quella sugli immobili (Imu/Tasi), ma l’elenco è interminabile.

Bollo auto; canone radio tv; diritti catastali; imposta di bollo; imposta di registro e sostitutiva; imposta ipotecaria; imposta sul patrimonio netto delle imprese; imposta su imbarcazioni e aeromobili; imposta su transazioni finanziarie; imposta su successioni e donazioni. Alla faccia del bicarbonato di sodio. E delle supercazzole.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »