“Sono un re senza potere, non ho bisogno di uno yacht per essere felice e non andrò in pensione. Vince lo ‘zio pazzo’, gli algoritmi favoriscono i contenuti peggiori”: parla Jimmy Wales, il creatore di Wikipedia
“Viviamo in un tempo in cui se sei abbastanza bravo a fare il troll su Twitter puoi persino diventare presidente degli Stati Uniti”. Potrebbe sembrare una provocazione da stand-up comedy, ma quando a pronunciarla è Jimmy Wales, il creatore di Wikipedia, il peso delle parole cambia radicalmente. “No, purtroppo non è una battuta”, precisa con il suo consueto garbo, riferendosi a Donald Trump. Eppure, a sessant’anni appena compiuti, Wales è un uomo in pace con se stesso e con la sua creatura, recentemente definita “l’ultimo posto bello rimasto sul web”. Non ha rincorso i miliardi dei venture capitalist della Silicon Valley e non ha rimpianti. Gestisce una fiorente società a scopo di lucro, Fandom, ma la sua vera eredità resta l’enciclopedia libera. “Non sono povero. Non sono un miliardario, ma sto bene“, ha confidato in una lunga e appassionata intervista al Corriere della Sera. “Penso che nella vita l’eredità, quello che lasci agli altri, sia importante. E non ho bisogno di uno yacht per essere felice”.
Si definisce un “ottimista patologico”, Jimmy Wales. Una fiducia irriducibile nel genere umano che si nutre anche dell’affetto ricevuto in Italia. Pochi giorni fa, il 20 agosto 2026, è stato accolto come una rockstar al Teatro della Fortuna di Fano, nelle Marche. Una cittadina che ha imparato ad amare grazie a un casale della cognata e dove spera, un giorno, di ritirarsi a vivere. Proprio a Fano ha concepito la proposta per il suo nuovo libro, “Le 7 regole della fiducia” (Garzanti), un’analisi lucida su come il sogno collaborativo del Web 2.0 si sia scontrato con la dura realtà degli algoritmi.
Source link




