confiscati sei immobili a un imprenditore romano
Un impero immobiliare edificato all’ombra di un’evasione fiscale sistematica e milionaria.
A mettere la parola fine su una complessa vicenda giudiziaria e societaria iniziata tre anni fa sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, che hanno eseguito la confisca definitiva di 6 immobili per un controvalore commerciale superiore ai 700 mila euro.
Il destinatario del provvedimento patrimoniale è un imprenditore romano attivo nel settore della costruzione di edifici residenziali e commerciali, il cui schema evasivo è stato smantellato a seguito degli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Ladispoli.
L’inchiesta delle Fiamme Gialle: 3,5 milioni di euro “invisibili” al Fisco
L’attività ispettiva dei militari ha consentito di ricostruire un volume d’affari sommerso di proporzioni imponenti, accumulato dall’impresa nel corso degli anni in totale spregio delle normative tributarie.
Le contestazioni sollevate dagli investigatori hanno evidenziato:
Redditi non dichiarati: un ammontare di oltre 3,5 milioni di euro completamente sottratti all’imposizione fiscale.
Imposte evase: tasse mai versate nelle casse dello Stato (tra imposte dirette e IVA) per un ammontare calcolato in circa 1,3 milioni di euro.
Reati contestati: l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali obbligatorie e il sistematico occultamento o distruzione delle scritture e dei documenti contabili dell’azienda, finalizzato a impedire la ricostruzione dei reali flussi finanziari.

Dalla condanna di Civitavecchia al sigillo della Cassazione
La gravità del quadro indiziario ha portato nel 2023 alla denuncia del legale rappresentante presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia.
Nell’aprile del 2024, il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale civitavecchiese ha emesso una sentenza di condanna a tre anni di reclusione, disponendo contestualmente l’interdizione dell’imprenditore dagli uffici direttivi societari e il sequestro per equivalente fino alla concorrenza dell’ammontare evaso.
Dopo la conferma della sentenza in Corte d’Appello, la pronuncia definitiva della Corte di Cassazione nel febbraio del 2026 ha reso la condanna irrevocabile.
Il pronunciamento degli ermellini ha spianato la strada all’esecuzione del decreto di confisca dei 6 immobili, che passano così definitivamente nelle disponibilità dello Stato.
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