Marche

tuffi dagli scogli dove sono morte tre persone

SIROLO – La mente umana ha i suoi cortocircuiti: più un limite viene marcato, più oltrepassare quel confine diventa una tentazione. È il brivido del proibito. Ma a Sirolo, lungo la scogliera dei Lavi, quella che potrebbe sembrare un’innocua dinamica psicologica si trasforma in un gioco d’azzardo contro le onde, le correnti e l’imprevedibilità del mare.

 La bravata

L’ultimo episodio – il primo a far scattare il cartellino giallo da quando il sindaco Filippo Moschella ha emanato l’ordinanza che interdice l’accesso all’area – risale a giovedì pomeriggio, quando otto ragazzi tra i 13 e i 15 anni, quasi tutti di Sirolo e alcuni dei paesi vicini, sono stati sorpresi a tuffarsi dal terzo grottino, nonostante i segnali di divieto e il ricordo di tre giovani vite spezzate in quello stesso tratto di mare.

A mettere fine al pomeriggio di tuffi sono state alcune segnalazioni. Sul posto sono arrivati il vicesindaco Luca Ruggeri e un agente della Polizia locale sirolese.

Nessun verbale, almeno per questa volta, anche se la violazione avrebbe potuto costare ai genitori dei ragazzi una sanzione amministrativa compresa tra 25 e 500 euro. Prima di farli allontanare, però, Ruggeri ha accantonato per qualche minuto il ruolo dell’amministratore e indossato i panni del padre. Ha indicato i cartelli, ricordato i divieti, spiegato la forza della risacca, la difficoltà di riguadagnare gli scogli quando il mare cambia passo, la sottile distanza che in quel punto separa una bravata da una tragedia. «Erano molto giovani e abbiamo ritenuto che fosse più utile far comprendere loro la gravità di ciò che stavano facendo – spiega Ruggeri -. Li abbiamo richiamati e messi in guardia dai tanti pericoli dei Lavi. I divieti non sono lì per caso, servono a proteggere le persone in un luogo che, per quanto bello e affascinante, può diventare estremamente insidioso. Ci auguriamo che abbiano capito la lezione, ma verificheremo comunque, con ulteriori controlli, che le prescrizioni vengano rispettate. In caso di nuove violazioni non ci limiteremo a un ammonimento, ma eleveremo le multe».

Proprio ai Lavi il sindaco Filippo Moschella aveva riservato uno specifico passaggio nell’ordinanza emanata a maggio, all’inizio della stagione balneare. Il documento ha riunito per la prima volta in un unico atto tutte le limitazioni vigenti lungo il litorale sirolese, accompagnandole con una planimetria bilingue. Per la falesia a sud della grotta Urbani chiarisce che non è possibile raggiungere la zona né dalla spiaggia né percorrendo il sentiero che scende da via Bosco. Un provvedimento arrivato dopo che la cronaca aveva già scritto, in quel punto, tre pagine dolorose. Il 28 agosto dello scorso anno Sofia Pozzi, turista brianzola di 23 anni, è stata trascinata dalla risacca mentre si trovava in acqua con alcuni amici. Nel 2020 ai Lavi aveva perso la vita Emanuele Gualini, osimano di 36 anni, sopraffatto dalla corrente dopo essersi tuffato dagli scogli. Un anno prima un’onda aveva scaraventato contro la roccia Sofia Perelli, 22enne di Perugia, morta dopo sei giorni di agonia.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »