rimonta anche Paul. È 6 al mondo
La prestazione contro Paul ha ricalcato il solco di quella contro Jodar, con un Cobolli andato in crescendo dopo un inizio molto complicato. L’ennesima prova di carattere nata da un primo set difficile: subito sotto di un break, incapace di mettere in difficoltà il padrone di casa, qualche errore di troppo e un livello di gioco altalenante. Il tutto si è tradotto in un 6-2 senza troppa storia. Poi è uscita fuori la voglia di non mollare mai dell’azzurro, che ha alzato il livello di concentrazione in attesa dell’occasione giusta. Questa è arrivata a metà secondo set, con il break che poi ha deciso l’intero parziale. Un 6-3 conquistato stringendo ancora i denti (una palla del contro-break annullata) e che ha cambiato l’inerzia della sfida. Carattere, ma anche pazienza. Nel terzo set, Cobolli diventa più solido al servizio, spreca diverse palle break, ma alla fine trova l’allungo decisivo, grazie anche a un Paul sempre più falloso e in generale calo.
La qualità di questa semifinale non si misura solo dal livello di gioco, ma anche dai numeri. Cobolli è infatti il quarto giocatore a qualificarsi in semi a Cincinnati dopo aver disputato solo partite in tre set. Prima di lui c’erano riusciti solo Andre Agassi (1996), Thomas Muster (1997) e Carlos Alcaraz (2023). Il primo ha poi vinto il titolo, gli altri due hanno perso in finale. Un altro segno tangibile della caparbietà del 25enne romano, apparso pronto anche per il prossimo US Open. L’azzurro è al momento al sesto posto nel ranking e solo una vittoria a Cincinnati di Taylor Fritz potrebbe farlo scendere in settima posizione. In caso di finale poi, la prospettiva è quella della top 5, superando pure Novak Djokovic. Ma questo successo contro Paul è importante soprattutto in chiave Torino. Cobolli compie un altro passo in avanti, mantenendo la quarta posizione nella Race e superando i 3.400 punti. La qualificazione per l’ultimo torneo dell’anno è sempre più vicina.
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