Le meraviglie del Kyrgyzstan nomade tra ghiacciai, vallate e yurte

Alessandro Magno e Gengis Khan amavano questa terra nonostante le strenue battaglie che vi dovettero sostenere. L’ospitalità del popolo nomade locale è ancora oggi spontanea e generosa. I paesaggi lungo i tratti della Via della Seta in quell’alternarsi rapsodico di steppe e montagne, vallate e laghi fanno del Kyrgyzstan una delle mete più straordinarie da scoprire. Specialmente in questa stagione dell’anno, scegliendo di percorrere il Kyrgyz Nomad Trail che attraversa il Paese da est a ovest per una distanza complessiva di 1.243 miglia, si incontrano le aspre montagne del Tien Shan, minuscoli villaggi e accampamenti stagionali di yurte, le classiche tende dei pastori. I ghiacciai fanno da cornice brillante e arcaica, caravanserragli antichissimi quali il Tash Rabat, risalente addirittura al XV secolo, regalano emozioni senza tempo. Mentre la sagoma trasparente del Kel Suu, un lago turchese orlato da pareti rocciose frastagliate, sembra un miraggio di cartapesta quando se ne intravedono le sembianze. Il formaggio fresco di capra, le carni cotte sul fuoco, i suoni delle parole pronunciate al chiaro di luna sotto stellate luminosissime renderanno questo viaggio fiabesco.
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