scatta la stretta, libero accesso solo per un’auto. A rischio oltre 43mila automobilisti
Un solo veicolo registrato come prioritario per varcare i varchi elettronici, una seconda vettura tenuta di riserva in caso di necessità e il taglio definitivo al terzo mezzo.
La regolamentazione dei permessi di circolazione dedicati alle persone con disabilità cambia volto nel quadrante centrale della Capitale.
Entra infatti in vigore la stretta sul Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE): l’accesso alle Zone a Traffico Limitato sarà consentito esclusivamente alle targa catalogata come “principale”.
L’adeguamento concede agli utenti una strettissima finestra temporale per comunicare le proprie preferenze agli uffici della mobilità.
Chi non formalizzerà la propria indicazione entro la scadenza fissata si vedrà assegnare la precedenza direttamente dagli algoritmi del Campidoglio.

La procedura di scelta e il taglio d’ufficio per i ritardatari
La trasmissione dell’indicazione può essere completata attraverso la piattaforma informatica di Roma Servizi per la Mobilità o prenotando una visita allo sportello di via Silvio D’Amico.
Qualora l’automobilista non registri la propria scelta prima della scadenza, scatta il riallineamento automatico delle banche dati secondo un criterio strettamente cronologico:
Nel caso di tre veicoli associati: il sistema provvederà a eliminare d’ufficio il mezzo con l’immatricolazione più risalente. La vettura più recente verrà impostata d’ufficio come “principale”, mentre la rimanente resterà memorizzata come “secondaria”.
Nel caso di due veicoli già associati: la vettura registrata più di recente otterrà l’etichetta di “principale”, relegando l’altra al ruolo di “secondaria”.
L’impianto normativo mantiene comunque una quota di flessibilità: qualora il disabile debba spostarsi a bordo del mezzo secondario, sarà sufficiente accedere in autonomia al portale web della mobilità per ribaltare l’ordine delle preferenze prima di oltrepassare i varchi d’accesso.
Incroci di dati a rilento: 43mila utenti a rischio contravvenzione
L’impatto del nuovo regolamento rischia di generare una pioggia di sanzioni per mancata comunicazione.
I report elaborati dall’agenzia metropolitana evidenziano ritardi diffusi nella platea dei beneficiari: a Roma si contano ancora circa 26mila titolari di contrassegno con un parco di tre vetture abbinate al medesimo titolo, a cui si sommano oltre 17mila utenti che non hanno ancora provveduto a specificare la gerarchia tra le due auto a disposizione.
Un bacino di oltre 43mila cittadini chiamati a mettersi in regola per evitare l’invio delle sanzioni automatiche ai varchi.
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