Cultura

Toy Story 5 | Indie For Bunnies

Non solo ha un primo capitolo che ha aperto mondi e un terzo che rappresenta forse il punto più alto dell’intera produzione Pixar, nonché che conta su uno dei cattivi più infami della storia del cinema (Lotso), “Toy Story” a questo punto è una delle saghe più costanti, forse la più costante, nel consegnare intrattenimento di qualità a tutta la famiglia, senza praticamente cedere mai davvero. Questo divertente capitolo 5 riesce a tenere alta l’asticella muovendosi in due direzioni, sfruttando il dramma (fondato) dei bambini sempre più dipendenti dagli schermi e riorganizzando i ranghi dei personaggi.

Questa volta, infatti, la protagonista indiscussa è Jesse, in una sorta di “Odissea” personale alla scoperta del ruolo del giocattolo, mentre Buzz e soprattutto Woody si vedono relegati ai ruoli, rispettivamente, di aiutante spasimante e di caratterista. Entrambi sono efficaci spalle comiche e offrono le scene e le battute più divertenti del film – tutte quelle sull’età di Woody e l’inserto action dei Buzz di ultima generazione. Non male anche le nuove entrate, soprattutto il Potty Training Device.

Certo, la saga a questo punto non porta davvero nulla di nuovo, anche la sostituzione dei giocattoli da parte delle nuove tecnologie non è un territorio nuovo per la combriccola, però qualche idea brillante non manca davvero mai, le avventure sono sempre eccitanti e il senso di famiglia dei giocattoli riscalda davvero il cuore.


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