Società

Scuole serali, Indire propone un rilancio. Manfredi: “Canale utile ai lavoratori non solo immigrati”

Francesco Manfredi, presidente di Indire, l’istituto di documentazione, innovazione e ricerca educativa, ha proposto una revisione del sistema di istruzione per gli adulti.

Nel corso della presentazione del bilancio 2025 dell’ente, Manfredi ha dichiarato che l’istruzione per gli adulti “può dare, opportunamente ritirata, un contributo importante per integrare i lavoratori immigrati ma anche per offrire una nuova chance ai lavoratori italiani a rischio”.

Il presidente ha sottolineato la necessità di un ripensamento organizzativo e competenziale dei percorsi dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti.

Secondo Manfredi, come segnala Italia Oggi, il canale delle scuole serali sarà sempre più importante “anche alla luce della denatalità e dunque del venir meno progressivo di iscritti alle prime classi e ai primi cicli”.

L’istruzione per gli adulti deve consentire di rispondere alle istanze di integrazione dei lavoratori immigrati, aiutandoli non solo a imparare la lingua ma anche ad apprendere competenze professionali coerenti con il territorio in cui vivono.

Il sistema serve, inoltre, a dare risposte ai lavoratori italiani che rischiano, a causa della transizione digitale, di essere espulsi dal mercato del lavoro senza una nuova e adeguata formazione.

Manfredi non si è sbilanciato sul nuovo modello, da costruire, ma ha indicato come esempio virtuoso gli ITS, dove il potenziamento dei laboratori e la connessione con le imprese e il territorio fungono da riferimento sia per i contenuti dei percorsi formativi sia per le caratteristiche gestionali e organizzative.

Cosa sono e a chi si rivolgono

I Centri provinciali per l’istruzione degli adulti sono scuole pubbliche italiane, istituite con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 263 del 29 ottobre 2012, che offrono percorsi di istruzione e formazione per adulti e giovani adulti.

I CPIA sono istituzioni scolastiche autonome, dotate di un proprio organico e di uno specifico assetto didattico e organizzativo  Sono articolati in reti territoriali di servizio strutturate su tre livelli: amministrativo (sede centrale e sedi associate), didattico (in collaborazione con scuole secondarie di secondo grado) e formativo (con accordi con enti locali e altri soggetti).

Possono iscriversi ai CPIA:

  • Adulti italiani che non hanno completato la scuola dell’obbligo o che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione
  • Cittadini stranieri che vogliono imparare l’italiano o ottenere titoli di studio
  • Giovani a partire dai 16 anni che non frequentano la scuola tradizionale

I CPIA sono spesso definiti “scuole della seconda opportunità” per il loro ruolo nell’inserimento o reinserimento di ragazzi, giovani e adulti nel percorso di istruzione e formazione .

Cosa offrono

I CPIA realizzano un’offerta formativa finalizzata a favorire l’innalzamento dei livelli di istruzione della popolazione adulta, italiana e straniera. I percorsi principali sono :

  • Alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana (per cittadini stranieri, con certificazione del livello A2)
  • Percorsi di primo livello – per il conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione (licenza media) e della certificazione delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione
  • Percorsi di secondo livello – per il conseguimento del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione (diploma di scuola secondaria di secondo grado), realizzati in rete con le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado

Le lezioni sono generalmente serali o flessibili, i percorsi sono personalizzati e la frequenza è gratuita (si paga solo un piccolo contributo per materiali e assicurazione).

I CPIA svolgono inoltre attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo in materia di istruzione degli adulti.


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