Politica

questa è assunzione di responsabilità

Sembrerebbe una notizia locale e balneare, invece potrebbe essere molto di più. Il fatto: Italia Nostra di Forte dei Marmi segnala al Sindaco della città Bruno Murzi che un passaggio “storicamente utilizzato” dalla comunità per l’accesso alle spiagge libere è stato arbitrariamente chiuso da privati con un cancello, questo dal 13 agosto scorso.

I tecnici del Comune fanno i necessari accertamenti e, poiché “il libero accesso al mare e la salvaguardia delle servitù pubbliche sono beni inalienabili della nostra comunità”, il Sindaco emette ordinanza urgente agli autori dell’abuso: avete 5 giorni per sbaraccare cancello e fondazioni in cemento, ripristinando la condizione precedente. Se non lo farete, sarà il Comune a provvedere addebitandovi i costi dell’intervento.

Lo strumento amministrativo di cui si è avvalso è l’ordinanza contingibile urgente (art. 54 del Testo Unico Enti Locali), che permette ai Sindaci – in condizioni molto particolari e sempre più circoscritte – di operare senza rispettare tempistiche di legge e procedure ordinarie quando vi sia una situazione di pericolo tale per cui non porvi rimedio con tempestività potrebbe determinare una chiamata in causa di chi poteva provvedere e non l’ha fatto.

Per esempio: messa in sicurezza dei cornicioni pericolanti prima che cadano sula testa dei passanti, deformazioni nell’asfalto prodotte dell’emergere delle radici degli alberi, sgombero di cortili invasi da rifiuti e pericolosi per la salute pubblica, rimozione di fanghi e altri scarti di lavorazione illecitamente stoccati, sgombero di edifici pericolanti indebitamente occupati e murature degli accessi, eccetera.

Per evitare che il Sindaco trumpeggi con ordinanze strampalate e rivolte ai nemici, per impedire che si senta il padrone della città perché ha vinto le elezioni – e non, come dovrebbe, il titolare di responsabilità nei confronti della cittadinanza – l’esercizio dell’ordinanza è limitato per legge ad attività specifiche e soggetto a una valutazione della dirigenza comunale che deve certificare il pubblico interesse e l’inderogabilità del provvedimento. Ci vogliono i pareri dei vertici burocratici del Comune: legale, amministrativo, contabile e operativo, ma poi si procede.

La notizia dell’ordinanza del sindaco di Forte dei Marmi dovrebbe riempire il cuore di gioia a tutti quelli che pensano alla politica – anche a quella declinata in amministrazione locale – come assunzione di responsabilità da parte di chi si candida a rappresentare l’interesse collettivo e viene scelto dagli elettori ad amministrare la loro comunità.

Perché ce ne sono sempre meno di sindaci come Murzi, anche alcuni sindaci quest’estate hanno dato prova di determinazione, per esempio nella “liberazione della spiagge”; lo standard invece prevede che, a fronte di un problema che richiede assunzione diretta di responsabilità, innanzitutto si chiede un parere legale, ovviamente retribuito e richiesto a un professionista “di fiducia”. Intanto si aspetta, il cancello sta chiuso, la gente si aggiusti.

Quando il parere arriva, va in lavorazione alla struttura del comune che, se coglie anche solo un’esitazione dei politici locali, si mette ad azzeccagarbugliare, di solito instaurando una fitta corrispondenza fra uffici che si passano la palla. A quel punto scatta la “paura della firma”: il sindaco si trincera dietro l’autotutela, non è mica un eroe che si fa impallinare dalla magistratura, lui! Così la strada resta chiusa almeno fino alla fine della stagione estiva, mentre si susseguono inutili ricorsi e pronunciamenti.

Verrà forse riaperta, ma dato l’esempio fornito, sicuramente i privati che l’hanno fatta franca si rifaranno vivi con qualche altro arbitrio ai danni della collettività.

Le cronache sono piene di queste storie, con amministratori pubblici che non fanno nemmeno il lavoro per cui sono pagati, assecondando con tutele infondate le pretese dei privati a scapito dell’interesse pubblico. Se hanno paura della firma è sufficiente che si ritirino e vadano a fare altro, non sono mica obbligati a stare lì. Il fatto è che, se sai fare solo quello, avverti confusamente che puoi continuare a inventarti alibi per non intervenire quando sarebbe necessario.

Non lontano da casa mia, un palazzo è stato costruito con due piani in più rispetto al concesso e sotto gli occhi di tutti: il sindaco di quel comune, chiamato in causa, ha dichiarato che lui aveva segnalato l’abuso (una volta avvenuto) alle autorità competenti. Non dice che la prima “autorità competente” è proprio lui, che avrebbe dovuto bloccare i piani in eccesso mentre li stavano costruendo sotto gli occhi della Polizia Municipale e dell’Ufficio edilizia del Comune. Come? Con un’ordinanza contingibile e urgente.

Per la cronaca: tre giorni dopo l’ordinanza del sindaco Murzi – vi invito a leggere chi è, per capire quanto sono fortunati a Forte – il cancello è stato spalancato. Sembra che ci sia ancora, lo smantellamento può attendere, ma i frequentatori delle spiagge di Forte dei Marmi posso di nuovo passarci senza limitazione alcuna. Visto, fifoni?


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