106 arresti da inizio estate
Una ragnatela di divise a presidio del litorale, mentre la città si svuota e la massa si riversa tra dune, laghi e stabilimenti balneari.
La Polizia di Stato ha calato un vero e proprio dispositivo di forza nelle 36 ore cruciali a cavallo tra il 14 e il 15 agosto: un’operazione ad ampio raggio coordinata dalla Questura di Roma che ha visto scendere in campo oltre 500 agenti — con l’innesto di circa 300 reclute appena uscite dalle scuole di formazione — per blindare le località di vacanza e le arterie più a rischio della provincia capitolina.
L’obiettivo? Scoraggiare sul nascere i classici episodi di microcriminalità, arginare le intemperanze giovanili sui trasporti pubblici ed evitare che le spiagge si trasformassero in far west senza regole.
La notte della vigilia: stop ai falò e morsa sui locali
I primi blitz sono scattati al tramonto del 14 agosto. Squadre della Polizia Amministrativa hanno setacciato le aree d’accesso al mare, spegnendo sul nascere il fenomeno dei falò abusivi sull’arenile — vera insidia sul fronte incendi viste le temperature — e monitorando le discoteche sulla costa. Quattro le strutture sanzionate per aver occupato suolo pubblico oltre i limiti consentiti e per non aver rispettato gli orari di chiusura stabiliti dalle ordinanze.
Sulla rete stradale e sulle tratte ferroviarie dirette verso il litorale, la Polfer e la Stradale hanno attivato un’azione di filtraggio preventivo contro i disordini legati alla “movida selvaggia”:
Identificazioni a tappeto: Circa 2.500 persone fermate e controllate nelle sole 36 ore di Ferragosto, di cui 433 già note agli archivi delle forze dell’ordine;
Filtro sui trasporti: Polizia Ferroviaria in prima linea sulle banchine per neutralizzare sul nascere possibili incursioni di baby gang o gruppi di disturbatori diretti alle spiagge;
Verifiche su strada: Oltre 1.300 veicoli ispezionati lungo le direttrici del mare, con pioggia di verbali per la mancata revisione dei mezzi e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.
Droni in cielo e moto d’acqua sul lago
L’occhio dello Stato non si è limitato all’asfalto. Le operazioni hanno visto un’inedita copertura multidimensionale: mentre gli elicotteri del I Reparto Volo e i droni della Questura monitoravano la situazione dall’alto per guidare le pattuglie di terra, la Polizia Fluviale ha pattugliato gli specchi d’acqua dei laghi e della costa a bordo di moto d’acqua e battelli, vigili sulla sicurezza dei bagnanti.
Il consuntivo della stagione: 30mila fermati e 5 locali con i sigilli
L’offensiva di mezza estate rappresenta solo la cima dell’iceberg di un piano d’urgenza avviato dalla Questura già a metà maggio, con l’invio di rinforzi nei commissariati strategici di Ostia, Civitavecchia, Fiumicino, Anzio e Ladispoli.
I dati accumulati nei primi tre mesi tracciano un quadro severo del territorio:
I numeri della sicurezza: In tre mesi sono state identificati circa 30.000 cittadini, con un bilancio di 106 arresti e 300 persone iscritte nel registro degli indagati per reati che spaziavano dallo spaccio di stupefacenti alle rapine da strada.
Contrasto all’immigrazione clandestina: 150 cittadini stranieri sono stati scortati presso l’Ufficio Immigrazione. Per 6 di essi è scattata l’espulsione immediata, 3 sono finiti nei CPR e 10 hanno ricevuto l’ordine di allontanamento del Questore.
Locali chiusi e sgomberi: Effettuati 35 controlli in strutture ricettive e sale da gioco, sfociati in 16 sanzioni e ben 5 sospensioni di licenza (ex art. 100 TULPS).
Sul fronte degrado, bonificati gli insediamenti abusivi nella Pineta Acque Rosse di Ostia e sul litorale di Ladispoli, mentre al porto di Civitavecchia la Polizia di Frontiera ha respinto 7 cittadini extracomunitari non in regola.
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