Sardegna

Nuoro, parte il progetto della comunità energetica

NUORO – Una volta attiva, secondo le stime consentirà di evitare l’emissione nell’aria di circa 252 tonnellate di anidride carbonica (CO2) ogni anno. Il Comune di Nuoro punta alla creazione di una comunità energetica pubblica, con impianti fotovoltaici su 25 edifici comunali e una produzione stimata di circa 721 mila kilowattora (kWh) all’anno. Il primo passo è lo studio di fattibilità tecnico-economica, che è stato commissionato dall’amministrazione alla DP Progettazioni di Nuoro.

IL PROGETTO – Il progetto interessa soprattutto scuole di ogni ordine e grado, oltre al Palazzo comunale. Su ciascun edificio è prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico fino a 19,90 kilowatt di picco (kWp), affiancato da un sistema di accumulo. Nella prima fase si arriverebbe così a una potenza complessiva di circa 498 kWp e a una capacità di accumulo di circa mille kWh.

«Vogliamo che il patrimonio pubblico diventi protagonista della transizione energetica – spiega l’assessora alla Transizione energetica Mariangela Crabolu –. Non parliamo soltanto di pannelli fotovoltaici, ma della costruzione di un sistema nel quale gli edifici comunali producono energia, la condividono e generano valore per la città».

Lo studio prevede anche la possibilità di realizzare un impianto fotovoltaico di maggiori dimensioni in un’area comunale. Sono già stati individuati alcuni possibili siti, ma la localizzazione sarà definita nella successiva fase di progettazione dopo ulteriori approfondimenti tecnici. L’obiettivo è aumentare la produzione e la quantità di energia che potrà essere condivisa all’interno della comunità.

I BENEFICI PER LA COMUNITÀ – Una parte dei benefici economici potrebbe avere una destinazione sociale. I ricavi derivanti dalla tariffa incentivante riconosciuta dal Gse potrebbero essere utilizzati per contrastare la povertà energetica e sostenere le famiglie in difficoltà. Le risorse potrebbero inoltre finanziare interventi sul patrimonio scolastico e iniziative di educazione ambientale rivolte agli studenti.

ENERGIA E AMBIENTE – La produzione distribuita permetterebbe inoltre di ridurre le perdite di trasmissione, generare energia direttamente nei luoghi in cui viene consumata e diminuire la dipendenza da fonti energetiche esterne. I sistemi di accumulo consentirebbero di conservare parte dell’energia prodotta nelle ore di maggiore irraggiamento per utilizzarla successivamente, aumentando la quota di energia autoconsumata e condivisa.

«Gli impianti sugli edifici pubblici rappresentano il primo passo – sottolinea Crabolu –. L’integrazione con un impianto di maggiore dimensione permetterà di aumentare la capacità produttiva e rendere la comunità energetica sempre più efficace».

LE PROSSIME FASI – Il progetto dovrà ora affrontare le successive fasi di progettazione e le verifiche tecniche ed economiche. L’obiettivo dell’amministrazione è realizzare un modello interamente pubblico nel quale la produzione di energia rinnovabile possa generare benefici anche per la città.

«La transizione energetica non può lasciare indietro nessuno – afferma il sindaco Emiliano Fenu –. Per questo riteniamo fondamentale che i benefici economici prodotti dall’energia rinnovabile possano tornare alla comunità. È questo il senso che vogliamo dare alla sostenibilità: non soltanto meno emissioni, ma più equità e più opportunità».


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