Sagra di San Rocco a Arzignano,appuntamento dal 20 al 23 agosto- ViPiù alias VicenzaPiù

Ad Arzignano l’estate porta in città numerosi eventi; tra musica classica, street food e sport si parla di circa 80 eventi fino a fine ottobre. Tra questi, non vanno dimenticate le sagre che arricchiscono le frazioni, occasione di incontro e momenti di convivialità, ma anche patrimonio di tradizioni che si tramandano negli anni. Non mancherà anche quest’anno la Sagra di San Rocco a Arzignano.
Organizzata dal Comitato Quartiere San Rocco, per quattro giorni, dal 20 al 23 agosto il quartiere si arricchirà di uno stand gastronomico che offrirà piatti tipici locali, intrattenimento musicale e buone occasioni di incontro per residenti e non.

Sagra di San Rocco: tra passato e presente
Una sagra che tradizionalmente si tiene la terza settimana di agosto nel piazzale della Chiesa di San Rocco, nell’omonimo quartiere. Già negli anni Cinquanta si svolgeva la “festa di San Rocco”, una piccola celebrazione che durava solamente una giornata, mentre a partire dagli anni Ottanta ha iniziato a svolgersi l’evento vero e proprio lungo più giornate, durato fino al 2019.
A seguito dell’emergenza pandemica, che ha obbligato a uno stop le manifestazioni pubbliche, e poi a causa della violenta tromba d’aria che nell’agosto del 2020 ha colpito Arzignano, provocando il danneggiamento del piazzale in cui viene svolta la sagra e della stessa chiesa, l’evento ha subito uno stop lungo quattro anni. È tornata in scena poi solo ad agosto 2024, per le riparazioni necessarie e anche perché la Soprintendenza alle Belle Arti ha imposto un ulteriore veto dovuto a controlli e lavori in loco.
Il ruolo dei giovani volontari per mantenere viva la sagra
La manifestazione, punto di riferimento per la comunità dell’omonimo quartiere, a partire dal 2024 ha visto allargarsi il gruppo dei volontari. Al gruppo storico si sono aggiunti alcuni giovani volenterosi che hanno scelto di mettersi in gioco in nome della prosecuzione della sagra. Quest’anno, dunque, tradizione e innovazione si incontreranno e si mescoleranno: al saper fare dei veterani, si affiancheranno le nuove idee dei giovani, a partire dall’apertura dei canali social, essenziali, ormai, per comunicare con il pubblico e per intercettare una fascia di avventori sempre più larga.
Il gruppo di volontari, ad oggi circa 35 persone, è ovviamente aperto a coloro che abbiano voglia di donare il proprio tempo affinché il patrimonio culturale e storico non scompaia.

In generale, tutte le manifestazioni basate sul volontariato in Italia rischiano di sparire, se il passaggio di testimone tra pionieri e nuove leve, per motivi demografici o di volontà, non avverrà. Il rammarico di molti, infatti, è che i giovani “non si trovino” perché sono restii – non tutti chiaramente – a fare volontariato sociale, in particolare in luoghi come la sagra in cui la fatica non è poca: a partire dalle settimane di preparazione, fino al servizio durante i giorni di manifestazione, e in seguito per il debriefing finale.
Di certo, il problema del ricambio generazionale riflette l’andamento demografico del territorio, nonostante il quartiere di San Rocco si trovi in buon equilibrio tra residenti giovani e meno giovani.
C’è da dire, però, che le manifestazioni di questo tipo permettono di valorizzare il patrimonio identitario, rafforzare il senso di comunità e combattere l’isolamento sociale, non solo di chi vi partecipa, ma anche di chi vi opera concretamente. “Siamo contenti del percorso che abbiamo intrapreso, di impegnarci per portare avanti la sagra con entusiasmo. Bisogna pensare più in grande e rendere la manifestazione attrattiva per tutte le età” afferma un volontario.
Sagra di San Rocco, il programma
Anche il programma di quest’anno riflette la volontà di trovare un giusto equilibrio tra le preferenze delle diverse età che vi partecipano.
Alle serate di ballo liscio di sabato 22 e domenica 23 agosto, si aggiungono le serate di balli di gruppo e latino giovedì 20 e la discoteca il venerdì 21 con il dj Marco B. Non mancherà uno spettacolo di danza con Scuola Team Stile Danza e momenti di preghiera e raccoglimento, oltre alla tradizionale processione con la statua del Santo.

All’esperienza dei veterani, memoria storica dei paesi e delle tradizioni, occorre affiancare le idee dei ragazzi, in un ricambio generazionale proficuo, ovvero dove giovani e meno giovani si scambino idee, valori e impegno. Un rinnovamento che non perda di vista l’identità e la memoria, ma che garantisca lunga vita alle manifestazioni locali.



