Veneto

Quanti sono i delfini a Venezia? I dubbi sull’avvistamento di Rialto (VIDEO)


Un delfino è stato avvistato nel Canal Grande, proprio sotto il Ponte di Rialto, suscitando l’attenzione di residenti e turisti, ma non è ancora chiaro se si tratti dell’esemplare che da oltre un anno è stato osservato stabilmente nel Bacino di San Marco, soprannominato “Nane” e talvolta “Mimmo”.


Le autorità cittadine hanno subito chiesto prudenza alle imbarcazioni. Il sindaco Simone Venturini ha rilanciato sui canali social le raccomandazioni del Comune, ricordando il decalogo in caso di avvistamento: mantenere una distanza minima di 50 metri, evitare rumori molesti e non fornire cibo all’animale.

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Negli ultimi giorni sono arrivate diverse segnalazioni che confermano la presenza del cetaceo all’interno del centro storico, ma diversi osservatori sono pronti a giurare che non si tratta dello stesso esemplare avvistato negli ultimi mesi. Vero è che neanche gli esperti non possono ancora stabilire se si tratti dello stesso individuo osservato nei mesi scorsi nel Bacino di San Marco o di un altro esemplare, anche se restano gli appelli a ridurre la velocità e il disturbo nelle zone di segnalazione, dove il traffico acqueo è particolarmente intenso.


Il riconoscimento dell’animale spetterà al CERT dell’Università di Padova, specializzato nella gestione dei cetacei spiaggiati, che potrà effettuare le analisi necessarie solo dopo le ferie di Ferragosto. Le autorità hanno preferito evitare conclusioni affrettate per non compromettere il lavoro scientifico in corso.


Negli ultimi mesi altri avvistamenti hanno coinvolto zone diverse della laguna: alcuni pescatori hanno notato un delfino anche a Burano, dove l’animale si sarebbe spinto fino ai canali del borgo. Le segnalazioni hanno fatto ipotizzare la presenza di più esemplari — forse due, forse tre — ma al momento non esistono conferme definitive.


L’attenzione sulle dinamiche del cetaceo non è nuova. Il 16 maggio il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue ha ospitato un incontro con biologi e cetologi — tra cui Luca Mizzan, Silvia Bonizzoni, Giovanni Bearzi e Sandro Mazzariol — per condividere osservazioni sul comportamento e sulle condizioni dell’animale.
Durante l’incontro gli specialisti hanno illustrato i risultati del monitoraggio settimanale, che ha tracciato gli spostamenti dell’esemplare dal Bacino di San Marco fino al Canale della Giudecca. Sono stati analizzati anche aspetti legati all’alimentazione e alle variazioni nei tempi di immersione. I ricercatori hanno riferito che, nonostante l’intenso traffico e un incidente precedente con un’imbarcazione, l’animale sembra riuscire ad adattarsi alla vita in laguna.

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Particolare interesse ha suscitato il comportamento solitario del delfino. Sebbene la socialità sia la norma per molti cetacei, gli esperti hanno ricordato che l’isolamento non è senza precedenti e può rappresentare una strategia individuale. Questa caratteristica aumenta l’importanza delle misure di tutela, perché un animale isolato può essere più vulnerabile agli stress antropici.


Per ridurre i rischi di interazione inappropriata, gli enti coinvolti hanno messo a punto un codice di condotta condiviso, con linee guida pratiche su come comportarsi in caso di avvistamento e su quali segnalazioni inviare alle autorità competenti. Il Museo di Storia Naturale si è affermato come punto di riferimento per il dialogo tra cittadini e comunità scientifica, promuovendo comportamenti responsabili.


La presenza di delfini nella laguna veneziana non è un fenomeno del tutto nuovo: storicamente questi cetacei erano più frequenti nel Golfo di Venezia fino all’inizio del XX secolo. Successive modifiche nelle pratiche di pesca e l’aumento del traffico marittimo avevano ridotto gli avvistamenti, motivo per cui l’attuale ricomparsa solleva interrogativi sul rapporto tra città e ambiente marino.

Il video dell’ultimo avvistamento di Rialto qui sotto.


www.lavocedivenezia.it



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