Artigianato, le imprese tengono ma pesa la carenza di personale

BOLZANO. A metà 2026, l’artigianato altoatesino si presenta complessivamente solido. Il numero di imprese artigiane è nuovamente aumentato, l’occupazione rimane su livelli elevati e la situazione economica si sviluppa in modo stabile nonostante un contesto economico difficile. Allo stesso tempo, le imprese devono fare i conti con la carenza di personale qualificato, la burocrazia, l’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti e la persistente prudenza negli investimenti in alcuni settori. È questo il bilancio di Lhv Apa per i primi sette mesi dell’anno.
Secondo le più recenti rilevazioni (rapporto mensile Wifo giugno 2026), in Alto Adige sono attive 15.247 imprese artigiane. Rispetto alla fine del 2025 si registra un’ulteriore crescita. Particolarmente positiva è l’evoluzione in diverse professioni artigiane tradizionali, come costruttori e muratori, elettrotecnici, pittori e piastrellisti.
Anche il mercato del lavoro continua a presentarsi solido. Nel settore dell’artigianato manifatturiero sono attualmente occupate circa 8.090 persone, mentre nell’artigianato edile gli occupati sono 9.219. Il tasso di disoccupazione in Alto Adige, pari all’1,9%, rimane a un livello estremamente basso.
Sul fronte dei finanziamenti arrivano segnali positivi: nel primo trimestre del 2026, i prestiti alle imprese concessi dai principali gruppi bancari altoatesini sono aumentati dell’1,6%. Questo dimostra che molte aziende continuano a investire e a credere nel futuro delle proprie imprese. Particolarmente importante è il ruolo delle piccole imprese: le aziende con meno di 20 dipendenti dispongono di volumi di credito pari a circa 4,7 miliardi di euro e continuano quindi a rappresentare la spina dorsale dell’economia altoatesina.
«L’artigianato altoatesino conferma ancora una volta il proprio ruolo di affidabile motore economico e occupazionale. Le nostre imprese creano posti di lavoro, formano giovani e investono nel futuro nonostante le condizioni difficili. Ora è necessario rafforzare la certezza della pianificazione, ridurre gli ostacoli burocratici e garantire alle imprese condizioni quadro che consentano una crescita sostenibile e ulteriori investimenti», sottolinea il presidente dell’Apa Martin Haller.
Molte imprese artigiane riportano attualmente una situazione soddisfacente in materia di ordini. Tuttavia, il dinamismo si è notevolmente ridotto rispetto agli anni del boom. Soprattutto nel settore delle nuove costruzioni si fanno sentire gli effetti dei maggiori costi di finanziamento e di una maggiore prudenza negli investimenti da parte di privati e imprese.
«Il clima nelle aziende è migliore di quanto lascerebbe prevedere la situazione economica europea nel suo complesso. Tuttavia, osserviamo una crescente prudenza nelle decisioni di investimento e di consumo. Le imprese hanno ancora lavoro, ma la capacità di pianificazione è diminuita sensibilmente», spiega il direttore dell’Apa Walter Pöhl.
Nonostante gli indicatori stabili, le imprese artigiane devono affrontare diverse sfide strutturali: una importante carenza di personale e di lavoratori qualificati, l’aumento dei costi del personale, dell’energia e dell’amministrazione, la crescente pressione burocratica, tempi lunghi per autorizzazioni e procedure di gara, le difficoltà nella successione aziendale e le incertezze legate alla situazione economica internazionale.
In particolare, la ricerca di personale qualificato continua a rappresentare il principale freno alla crescita per molte imprese. Numerose aziende potrebbero accettare ulteriori incarichi se disponessero di un numero sufficiente di lavoratori qualificati.
«Le imprese hanno bisogno di meno burocrazia, procedure più rapide e condizioni migliori per la formazione e per il reclutamento del personale. Le sfide sono rimaste pressoché invariate rispetto agli anni precedenti – ma la pressione sulle aziende è ulteriormente aumentata», afferma Haller.
Per i prossimi mesi, l’Apa prevede uno sviluppo complessivamente stabile, ma senza grandi slanci di crescita. L’elevato livello occupazionale, la domanda ancora sostenuta di risanamenti, interventi a favore dell’efficienza energetica e servizi tecnici, nonché la solida situazione finanziaria di molte imprese artigiane continuano a costituire una buona base.
Restano invece fattori di incertezza la debole situazione economica in alcuni mercati chiave europei, l’aumento dei costi e l’andamento degli investimenti privati e pubblici.
(In foto il direttore dell’Apa Walter Pöhl e il presidente Martin Haller)
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