Siccità nella piana di Gela: aziende a secco, a rischio le produzioni e gli animali
Aziende zootecniche della Piana di Gela senza acqua. Per far fronte alla carenza di risorse idriche e garantire l’abbeveraggio degli animali, la Protezione civile regionale ha approntato, in sinergia con il Comune di Gela, un piano che prevede il rifornimento tramite autobotti. Il servizio di volontariato viene svolto dalla Trinacria Emergency Gela e prosegue anche in questi giorni a partire dalle prime luci dell’alba. «Il problema – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico, Filippo Franzone – è legato ai problemi strutturali delle dighe del nostro territorio che non possono accumulare acqua e quindi le campagne rimangono a secco». In ginocchio una decina di aziende del territorio. Nonostante la presenza di piogge in determinati periodi, i tre invasi principali della zona rimangono praticamente vuoti e a secco. Si tratta delle dighe Disueri, Comunelli e Cimia. La Disueri è quasi vuota. La pochissima acqua rimasta sul fondo è di fatto inutilizzabile per l’irrigazione a causa del forte accumulo di fango e sedimenti. A secco anche la Comunelli, invasa da milioni di metri cubi di fango. Ogni volta che si verificano piogge abbondanti, le autorità sono costrette ad aprire i rubinetti e scaricare in mare l’acqua in eccesso. Anche la Cimia soffre di gravi guasti storici agli impianti e di un forte interramento. Previsti, per le tre strutture, interventi di manutenzione e messa in sicurezza da parte della Regione.
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