il costo della vita cresce del 3,2%
Un’illusione ottica di stabilità estiva che cela una stangata a lungo termine sui bilanci familiari.
I dati diffusi dall’Istat il 12 agosto restituiscono il quadro di un costo della vita che, sebbene registri una minima contrazione dello 0,1% tra giugno e luglio 2026, si rivela un salasso rispetto all’anno precedente: l’inflazione tendenziale segna un +3,2%, traducendosi in un esborso aggiuntivo stimato in circa 915 euro all’anno per nucleo familiare.
Nell’indagine elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sulle città più care della penisola, la Capitale sfiora il podio piazzandosi in quarta posizione, preceduta soltanto da Ferrara, Mantova e Como.
Un risultato spinto a doppia velocità dalle speculazioni sulle vacanze estive – tra rincari delle strutture ricettive, servizi turistici alle stelle e tariffe per gli spostamenti condizionate dall’impennata dei carburanti –, solo parzialmente tamponate dall’intervento statale sulle accise per il diesel.
A livello di macroaree regionali, il Lazio conquista il primato nazionale per la crescita dei prezzi: l’inflazione media del +3,1% tra il 2025 e il 2026 equivale a un sovraccosto di 848 euro a famiglia, superando sia la Lombardia (+2,8%) che il Trentino (+2,7%).
Utenze e casa sul banco degli imputati
A fare la parte del leone nel carrello della spesa dei romani è la voce “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili”, schizzata in alto del 7,6% su base annua.
A mettere in ginocchio i cittadini sono soprattutto i servizi idrici: la distribuzione d’acqua registra un balzo del 16,4% rispetto a luglio 2025, mentre la gestione delle acque di scarico sfiora un aumento del 16%.
Non va meglio sul fronte energetico: la corrente elettrica segna un +12% annuale (con un picco del +3,1% solo nell’ultimo mese) e il gas sale del 7,4%.
Rincari da record oltre la soglia del 20% si registrano per i combustibili liquidi e solidi da riscaldamento. In costante ascesa anche i canoni di locazione (+3,6%) e i costi per i servizi domestici (+12,7%).
Trasporti e spesa alimentare
Muoversi costa il 4,1% in più rispetto allo scorso anno, spinto dal comparto carburanti e lubrificanti (+12,9% annuo, pur con una lieve limata dello 0,3% a luglio).
Si osserva invece un andamento a due velocità nei cieli: i biglietti aerei schizzano del +10,2% nell’ultimo mese per via dei flussi delle vacanze, pur rimanendo inferiori del 5,5% rispetto ai picchi di luglio 2025.
Infine, sul fronte del cibo, il carrello quotidiano registra una flessione mensile dello 0,7%, ma nell’arco dei dodici mesi aumenta del 2,1%. A tirare la volata è la carne (+6,5%), a fronte di una flessione per frutta, verdura, oli e grassi.
Nel complesso, i beni ad “alta frequenza d’acquisto” crescono del 4,1%, confermando come la morsa dell’inflazione continui a battere forte sulle spese obbligate e non rinunciabili delle famiglie romane.
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