indagini tra testimonianze e telecamere

Restano gravissime le condizioni di Diomede Barchiesi, il papà 50enne finito in coma dopo essere intervenuto a difesa dei propri figli coinvolti in una lite con altri ragazzi a Fossacesia marina. L’uomo, dipendente di Stellantis Atessa e grande sportivo, è stato colpito alla mandibola dal pugno sferrato da un diciottenne di Fossacesia ed è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara.
Il ragazzo, che pratica arti marziali, è stato denunciato d’ufficio e risulta indagato per lesioni personali aggravate. I suoi legali, gli avvocati Rosario Di Giacomo del foro di Vasto e Alessandro Zaottini del foro di Roma – che lo hanno incontrato ieri mattina – riferiscono di “un profondo stato di costernazione da parte del ragazzo e della sua famiglia. Al momento l’unico pensiero è rivolto alla persona sottoposta alle cure dei sanitari”.
I legali si appellano poi a “silenzio e riserbo per lasciare lavorare gli inquirenti in queste ore fondamentali”, nell’attesa che vengano acquisiti dagli inquirenti maggiori elementi per la ricostruzione puntuale della vicenda. E gli accertamenti dei carabinieri di Fossacesia e Ortona vanno avanti in queste ore. Le immagini delle telecamere private presenti nella zona – non ci sono impianti comunali e quelli della Provincia, sulla Via Verde, non sarebbero funzionanti – sarebbero state acquisite e saranno messe a confronto con le testimonianze raccolte.
Da ieri, nella caserma di Ortona, è iniziato l’ascolto dei testimoni presenti al momento del fatto. Tra i primi ad essere sentiti, anche la moglie di Barchiesi. La notte di domenica 9 agosto, malgrado fossero le 4, c’era ancora moltissima gente in giro sul lungomare di Fossacesia.
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